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I buoni pasto alla prova della digitalizzazione

Gli ultimi due anni hanno accelerato un processo già in atto. Intervista a Stefania Rausa, direttore marketing e comunicazione di Edenred

Per i dipendenti rappresentano spesso una importante integrazione al reddito. Per le aziende, uno strategico mezzo di welfare aziendale. Sono i buoni pasto, strumento da sempre associato alla pausa pranzo in mense, bar e ristoranti, ma che negli ultimi anni ha ampliato il suo raggio d’azione abbracciando anche altri settori, non solo legati al cibo e alle bevande. Se fino a qualche anno fa era immancabile staccare il buono dal blocchettino cartaceo al momento di alzarsi dal tavolo, ora la digitalizzazione, con il pagamento tramite app dedicata, si è fatta largo anche in questo settore da 3 miliardi l’anno di fatturato. “La pandemia – ci di dice Stefania Rausa, direttore Marketing e Comunicazione di Edenred – ha inevitabilmente portato tutte le aziende ad una accelerazione digitale, ed è solo grazie ai nuovi strumenti di connessione e sharing che le attività non si sono fermate”. Edenred in questo campo è un player di primo piano che sta portando avanti la digitalizzazione quasi completa dei buoni pasto.

  • Dottoressa Rausa, la digitalizzazione che impatto ha avuto sul settore e come vi siete riorganizzati per rispondere alle sfide di questo periodo storico?

La digitalizzazione ha avuto un ruolo determinante durante l’emergenza economica-sanitaria, rivelandosi un’alleata decisiva per gestire la crisi ed attenuarne le conseguenze. Come Edenred, già da tempo avevamo intrapreso la strada della digitalizzazione e negli ultimi due anni – a partire dal primo lockdown – abbiamo accelerato notevolmente questa nostra trasformazione fino a rendere oggi tutte le nostre soluzioni full digital, ovvero fruibili ovunque, in qualsiasi momento, grazie ad un semplice click sullo smartphone. Il nostro DNA ci impone di mettere al primo posto le imprese e le persone che lavorano, contribuendo al bene della comunità. Oggi si può fare la spesa direttamente online utilizzando i nostri Ticket Restaurant, si può ordinare il pranzo nel ristorante sotto casa o vicino all’ufficio, il mondo food si è avvicinato al delivery e noi con esso. Abbiamo stretto partnership virtuose e realizzato progetti per supportare l’ecosistema della ristorazione, uno dei più colpiti dalla pandemia. Tutto questo è stato possibile grazie al digitale che non solo permette di offrire vicinanza nel rispetto del distanziamento, ma è anche in grado di generare un circolo virtuoso di consumi che oggi – più che mai – serve al nostro Paese. Abbiamo reso digitali le nostre soluzioni ma non solo. Nell’ultimo anno è cambiato anche il nostro approccio di vendita, di relazione con il cliente. Abbiamo creato una modalità “immersiva” in un contesto che obbliga al distanziamento. Le logiche e le modalità d’interazione sono cambiate ma non per questo devono perdere il valore umano e la componente emotiva. Siamo diventati una realtà che mette a disposizione di clienti e partner non più semplici prodotti, ma vere e proprie esperienze digitali, in grado di semplificare la vita di tutti i giorni.

  • La Legge di Bilancio 2020 ha inserito una importante modifica alla disciplina del settore: quale sono le novità introdotte?

La legge di bilancio 2020 ha aumentato la deducibilità dei buoni pasto elettronici (da 7 a 8 euro) e diminuito invece quella sui cartacei (da 5,29 a 4 euro). La riforma fiscale incentiva l’utilizzo dei buoni pasto elettronici e rappresenta senza dubbio uno stimolo importante alla digitalizzazione del Sistema Paese.  Le novità introdotte, infatti, hanno un impatto significativo anche sulla nostra economia, basti pensare al ruolo importante che i buoni pasto svolgono come integrazione al reddito delle famiglie e come strumento di stimolo per i consumi nel settore food (prodotti alimentari e/o sevizi di ristorazione).

  • Quali sono i nuovi vantaggi sull’uso dei BP?

La digitalizzazione dei buoni pasto può favorire una maggiore diffusione, sia per la gestione dei costi e degli aspetti operativi, sia per la facilità di utilizzo e delle potenzialità dello strumento digitale in sé:

  1. I buoni pasto digitali si possono utilizzare in tutti bar, ristoranti, supermercati convenzionati con libertà di scelta e massima flessibilità: spesa, food delivery e takeaway.
  2. Le transazioni sono sicure, immediate e in totale rispetto delle norme di distanziamento sociale imposta dal periodo pandemico
  3. Non per ultimo: il buono pasto digitale può diventare un acceleratore di diffusione di competenze digitali.
  • Come è cambiata la modalità di fruizione dei buoni pasto elettronici dall’inizio della pandemia per aziende e stakeholder. Qual è il valore aggiunto?

Il buono pasto è un supporto economico concreto per le persone e, soprattutto durante il periodo di incertezza economica e sanitaria causato dalla pandemia, si è rivelato essere un importante fattore di sostegno e ripresa dei consumi. Gli stili di vita e le abitudini lavorative sono cambiati, così come la pausa pranzo: è più smart, flessibile e digitale. La crescita esponenziale dell’e-commerce è un trend che si è confermato anche nel nostro settore: è aumentato l’utilizzo dei buoni pasto elettronici e tramite app possono ordinare il pranzo con un semplice click. Soprattutto durante il lockdown, ma anche nel periodo successivo, i buoni pasto sono stati utilizzati per spesa online, takeaway o food delivery, garantendo così il distanziamento sociale e una pausa pranzo sana e equilibrata.

  • In uno scenario che muta velocemente, quali sono oggi le informazioni cruciali e strategiche di cui avete bisogno?

Edenred è un’azienda B2B. Ci rivolgiamo a tutte le aziende, indipendentemente dal settore merceologico e dalla grandezza: ovunque ci siano persone, ci siamo noi e le nostre soluzioni di conciliazione vita-lavoro. Per noi è fondamentale avere la panoramica aggiornata delle aziende presenti in Italia: quantità, composizione, numerosità, disposizione geografica e dimensione. Questo è il vero dato strategico per cui scegliamo ogni anno Cerved come Partner.

  • Nel futuro pensate a una completa digitalizzazione dei BP e dei servizi di welfare o pensate di mantenere anche una parte fisica?

Il modo di comunicare e di vivere sta cambiando, evolve con la tecnologia. In un prossimo futuro la dimensione digitale sarà sicuramente sempre più rilevante ma continueremo a mantenere – seppur in minoranza – anche l’offerta cartacea. Il nostro obiettivo primario è rispondere alle esigenze delle persone che lavorano, vogliamo semplificare loro la vita, e per far questo dobbiamo tenere in considerazione anche chi ha meno confidenza con la tecnologia. Come Edenred, siamo molto soddisfatti di poter contribuire alla digitalizzazione del Paese: il buono pasto è uno strumento in grado di diffondere e dare vita a una nuova cultura cashless.

  • I BP possono essere considerati uno strumento di welfare? Come la nuova normativa sui fringe benefits può sostenere il reddito di lavoratori e famiglie?

Il buono pasto può essere considerato la prima forma di welfare, è un attivatore di consumi e soddisfa uno dei bisogni primari inclusi nel primo gradino della piramide sociale di Maslow: l’alimentazione. Il raddoppio della soglia di esenzione per i fringe benefit, da 258,23 a 516,46 euro, ha evidenziato l’importanza del welfare come forma di integrazione al reddito e ha avuto un forte impatto sulla capacità di spesa dei dipendenti, aumentando il loro potere d’acquisto con ricadute positive sull’intero sistema economico. Sono definiti “fringe” cioè accessori, perché si tratta di compensi in natura che migliorano sensibilmente il tenore di vita dei dipendenti, aiutandoli a sostenere alcune spese o garantendo delle prestazioni anche di alto valore. I fringe benefit, posso essere utilizzati per esempio per la scelta di dotazioni tecnologiche per la fruizione della didattica a distanza, per l’acquisto di testi scolastici, per le spese di tragitti casa-lavoro e casa-scuola, ma anche per gli acquisti per la casa, utili ad adattare l’ambiente alle esigenze determinate dai nuovi stili di vita, quali smart working e DAD.