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Come il lockdown ha cambiato i settori e le campagne ADS

l New Normal ha modificato il modo in cui gli utenti acquistano e scelgono i prodotti. Come hanno reagito le aziende e come sono cambiate le strategie di Search Engine Advertising?

Il New Normal ha modificato il modo in cui gli utenti acquistano e scelgono i prodotti. Come hanno reagito le aziende e come sono cambiate le strategie di Search Engine Advertising?

Il periodo di lockdown ha mostrato un cambiamento radicale nelle abitudini e nelle modalità di acquisto da parte degli utenti di tutto il mondo. Questo processo ha, inevitabilmente, avuto un impatto anche sulle campagne ADS a pagamento e spinto le aziende a ripensare alla propria strategia digital. 

Come visto parlando di SEO e search intent  è necessario valutare tutte le metriche legate agli ADS, come CPC, numero di ricerche, CTR e CR per poter aggiornare la propria strategia e farsi trovare pronti alle fase 3.

Un’analisi dei settori economici durante il lockdown

La crescita di alcuni settori ha rispecchiato il momento particolare vissuto a inizio 2020, con un’impennata dei settori medico-farmaceutico e della cura personale, con un’impennata delle ricerche su prodotti di prevenzione e dispositivi di protezione personale. 

Un incremento rilevante ha coinvolto anche il settore dei media on-demand, scelti come forma di intrattenimento principale durante il lockdown, che ha visto un aumento del +102% di CR. Da segnalare, anche, la scelta di alcuni leader di settore di rendere gratuito l’accesso a intere sezioni di contenuti della propria piattaforma ottenendo ottimi ritorni d’immagine e portando un aumento di abbonamenti premium anche dopo la fine dell’emergenza.

Solidarietà e aiuto sono stati temi molto importanti e le persone si sono attivate in prima persona per aiutare le fasce più deboli con raccolte fondi e beneficienza, un impegno che ha portato gli ambiti charity e no-profit a registrare tassi di conversione su rete di ricerca pari al +20%.

Alcuni settori, purtroppo, hanno risentito pesantemente del periodo di chiusura straordinaria. L’automotive è stato, insieme a ristorazione e viaggi, fra i più colpiti, registrando un calo di -30% nei CR.

Nonostante i livelli di traffico siano stati stabili, il mondo immobiliare ha assistito a un crollo quasi totale delle conversioni dettato dall’impossibilità di far visionare gli immobili e concludere gli acquisti. Proprio per questo diverse realtà del PropTech si stanno attivando per digitalizzare ulteriormente questi processi, come il nostro progetto Cerved Bee The City.

Il settore education ha dovuto adattarsi alle chiusure preventive delle strutture adottando soluzioni di e-learning e lezioni virtuali: chi ha saputo fare questo in maniera tempestiva è riuscito a contenere i danni, mentre accademie e business school che non erano pronte al passaggio al digitale sono state costrette a fermarsi.

Come si sono comportati i nostri clienti: un approfondimento sulle campagne

Se confrontiamo il periodo di marzo-aprile 2020 con quello del 2019, è possibile raccogliere alcune importanti evidenze sulle campagne SEA che abbiamo attivato per alcuni dei nostri clienti.

In ambito beauty e fitness sono stati registrati rendimenti da record, con aumenti anche del 300% nelle vendite. Per il comparto education, dopo la flessione di marzo, grazie all’attivazione di servizi di e-learning è stato rilevato un aumento di circa il 10% del CR, soprattutto in Svizzera. Gli e-commerce, in generale, hanno avuto grande crescita, in particolare per quanto riguarda gli ads su Amazon, agli occhi dell’utente sempre sinonimo di una logistica sicura sia in termini di consegna che di sanificazione del prodotto.

Come si è comportato Google: le norme sugli annunci

Per prevenire le speculazioni sulla pandemia Google ha, di fatto, bloccato la possibilità di comprare i termini di ricerca direttamente legati al Covid. Questa scelta ha, inevitabilmente, portato Big G. a rivedere e aggiornare i termini e le norme pubblicitarie di Google ADS, permettendo gli annunci a tema Covid solo a organizzazioni governative, fornitori di servizi sanitari e altre fonti verificate. Per tutelare la privacy degli utenti, inoltre, sono stati vietati i targeting per pubblico su argomenti legati al coronavirus.

Google ha voluto fornire anche un supporto concreto alle PMI, donando un credito di 340 milioni di dollari in tutto il mondo: questo credito può essere utilizzato all’interno del proprio account pubblicitario entro il 31 dicembre 2020, basta essere considerati un’azienda idonea, cioè che abbia effettuato spese con un account Google Ads in dieci mesi su dodici durante il 2019 e a gennaio e/o febbraio del 2020. Seguendo l’esempio di Google anche i Social Media si sono impegnati nel periodo di pandemia per contrastare, come ha fatto il gruppo Facebook, la diffusione di fake news legate al Covid-19, bloccando sponsorizzazioni e messaggi ingannevoli su prodotti sensibili del momento, come mascherine e disinfettanti.

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