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Guerra e materie prime frenano la ripresa

Le prospettive di ripresa evidenziate nel 2021 da Cerved Industry Forecast risultano, oggi, ridimensionate. In base alle nuove previsioni, nel 2022 il tasso di crescita dei ricavi potrebbe decelerare al 3,2% per poi attestarsi al 2,2% nel 2023. Si prevede un recupero dei livelli pre-Covid posticipato al termine del 2023 e di entità inferiore rispetto alle previsioni pre-guerra (-4 p.p.). In uno scenario che ipotizza una durata più lunga del conflitto ed effetti strutturali dei rincari sull’inflazione, i margini di ripresa sarebbero ancora più esigui.

Nonostante il superamento dell’emergenza pandemica e l’impatto positivo del PNRR, guerra e materie prime frenano la ripresa. Le prospettive evidenziate nel 2021 da Cerved Industry Forecast risultano, oggi, ridimensionate. Nel prossimo biennio, infatti, la crescita dei ricavi potrebbe ridursi di 4 punti nello scenario base e di 5,2 punti nello scenario pessimistico. Tra i settori più esposti turismo, voli e ristorazione, già pesantemente colpiti dal covid. In positivo, invece, costruzioni, metalli e mezzi di trasporto.

Le prospettive di ripresa evidenziate nel 2021 da Cerved Industry Forecast risultano, oggi, ridimensionate. La destabilizzazione del quadro internazionale seguita al conflitto russo-ucraino, insieme ai rincari dei prezzi delle materie prime, potrebbero, infatti, condizionare negativamente la ripresa dell’economia italiana.

Le tensioni geopolitiche, economiche e commerciali associate al conflitto (sanzioni, incertezza dei traffici, restrizioni al commercio, rincari delle materie prime, ecc.) stanno provocando delle ricadute sull’attività economica globale. Tutto questo potrebbe avere delle conseguenze sul nostro sistema produttivo.

Guerra e materie prime frenano la ripresa in base alle nuove previsioni Cerved Industry Forecast

Cerved ha aggiornato i suoi modelli di previsione per analizzare con maggior dettaglio gli impatti della guerra e le ricadute del nuovo scenario sui diversi settori.

In base alle nuove previsioni, nel 2022 il tasso di crescita dei ricavi potrebbe decelerare al 3,2% (con un delta negativo di 2,7 p.p. rispetto alle stime pre-guerra), per poi attestarsi al 2,2% nel 2023 (-1,2 p.p.). Si prevede un recupero dei livelli pre-Covid posticipato al termine del 2023 (+1,4% rispetto al 2019) e di entità inferiore rispetto alle previsioni pre-guerra (-4 p.p.).

In uno scenario che ipotizza una durata più lunga del conflitto ed effetti strutturali dei rincari sull’inflazione, i margini di ripresa sarebbero ancora più esigui. Sono previsti, infatti, una crescita del 2,5% nel 2022 (-3,4 p.p.), dell’1,6% nel 2023 (- 1,8 p.p.) e valori di fatturato nel 2023 analoghi al pre-Covid (+0,2% vs 2019; -5,2 p.p. rispetto alle stime pre-guerra).

Le previsioni settoriali di Cerved

I settori che registrano traiettorie di ripresa più consistenti rispetto al 2019 sono quello delle costruzioni, dei metalli, dei mezzi di trasporto, dell’elettrotecnica e informatica. Quelli più impattati sono carburanti (-8,8% e -10,2%), servizi non finanziari (- 4,8% e -5,6%) e sistema moda (-4,0% e -5,1%).

I settori che registrano il maggior ridimensionamento delle aspettative nel biennio 2023/2021 sono legati al mondo turistico (come trasporti aerei, agenzie di viaggio, gestione aeroporti, alberghi, strutture ricettive – extra-alberghiere).

Gli effetti dei rincari delle materie prime sulle imprese

Secondo le stime del Cerved Industry Forecast, in uno scenario di mancato riassorbimento dei rincari delle materie prime, la redditività lorda in rapporto al fatturato delle imprese italiane potrebbe calare di 1,3 p.p. nel 2022 e di 1,9 p.p. nel 2023 rispetto ai valori previsti prima dello shock materie prime (8,4% nel 2022 e 8,6% nel 2023).

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