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Infinite scroll: la SERP diventa più democratica

L’infinite scroll sostituisce la classica paginazione del mobile per una SERP Google più "democratica", in fase di testing negli Stati Uniti. Ma quali sono le implicazioni per chi si occupa di SEO e per chi cerca di dare maggiore visibilità alla propria attività sul motore di ricerca?

SERP Google mobile: come si presenta in Italia

La ricerca su Google da un dispositivo mobile, in Italia come in qualsiasi mercato extra-statunitense, presenta una SERP con un lungo elenco di risultati diversi in base all’intento di ricerca.

Per una query semi-transazionale come “idee regalo natale” (ad esempio), la SERP comprenderà annunci Shopping, annunci Google Ads, risultati organici, risultati di tipo FAQ, contenuti estratti da Google News. Un mix variegato di risultati che vede alla fine dell’elenco il pulsante Load More per caricare ulteriori link: il vero deterrente per il pigro della SERP, alias l’utente Internet medio, che sceglie la soluzione più convincente fra quelle presenti nella prima ricerca.

Un tipo di interazione riconosciuta però da Google come non più allineata alle abitudini dei navigatori, soprattutto dei più giovani, quelli del “tutto e subito” da piattaforme come Instagram o TikTok.

Google sempre più “social”: il redesign della SERP

Google ha ormai assimilato alcune “pratiche social” rendendo l’esperienza di navigazione più fluida possibile, senza sbavature e interruzioni. L’evidenza più palese? L’avvento di MUM e il progressivo redesign della SERP.

Esistono interventi più “sottili”, indirizzati apparentemente agli sviluppatori, come la semplificazione di alcuni dati strutturati più comuni che rende certe pratiche di più facile implementazione. La leggibilità, l’accessibilità e la chiarezza dei contenuti devono diventare principi universali per chi si occupa di comunicazione sul web, sia da un punto di vista contenutistico che tecnico.

Infinite scroll: cosa cambia nella SERP

L’infinite scroll nella SERP mobile di Google è stata introdotta non solo per togliere sbavature alla navigazione degli utenti, ma soprattutto per fornire un beneficio concreto a chi vende e promuove prodotti o servizi online.

In termini di CTR, le performance, della famigerata pagina 2 di Google sono pessime rispetto ai primi 10 link. Assimilando invece la seconda pagina alla prima, i risultati posizionati più in basso non partono “già zoppi”, non solo per il click in più che richiedono agli utenti, ma anche per il pregiudizio negativo di cui godono. Per l’opinione comune i link in seconda pagina non sono di buona qualità, quando spesso, invece, la posizione migliore può scaturire dalla maggiore anzianità di un dominio rispetto all’altro.

Google intende dunque dare la giusta dignità a tutti i risultati, anche a quelli che gli utenti non avrebbero nemmeno calcolato, e magari trovare la proverbiale pentola d’oro ai piedi dell’arcobaleno. Non proprio coincidenze, visti gli stessi colori di Google, più o meno.

“Infinite non infinite” scroll: a tutto c’è una fine

La nuova SERP mobile non si srotolerà all’infinito. Sono previsti circa 40 risultati, con ancora il pulsante “Load more” alla fine dell’elenco, per i più temerari. La quinta pagina sarà la nuova seconda pagina. Per Mountain View, il benefit sarà di mantenere i propri utenti molto più a lungo sul motore di ricerca. L’impero di Google raggiungerà dimensioni mai viste se l’idea di includere i risultati Instagram e TikTok in SERP andasse in porto.
Per chi lavora nel mercato USA, è già utile monitorare le statistiche di impression e click su Search Console, in riferimento ai dispositivi mobili, per vedere l’impatto dell’infinite scroll nei siti. Chi invece opera in tutti gli altri mercati deve continuare a cogliere i cambiamenti e attendere nuovi sviluppi.

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