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La ripartenza del settore delle piastrelle ceramiche

Dopo il lockdown è esplosa la voglia di ristrutturare gli ambienti domestici. E il settore delle piastrelle ceramiche reagisce in positivo

Riprende quota il settore delle piastrelle ceramiche. Dopo lo stop alla produzione imposto dal lockdown, il settore vede quest’anno una fase di ripresa. Nel confronto fra 2021 e 2020, si valuta una crescita della produzione venduta dell’8,5% e dell’export del 9%. Si tratta di uno dei molti settori nel comparto materiali da costruzione analizzati da Cerved Market Intelligence (qui la classifica delle aziende a maggior crescita: https://www.cerved.com/materiali-da-costruzione-la-classifica-cerved-delle-imprese-a-maggior-crescita/ ).

La ripartenza del settore piastrelle ceramiche è stata toccata con mano durante la fiera Cersaie, evento che si è svolto a Bologna fra il 27 settembre e il 1° ottobre. Nei 15 padiglioni del Quartiere Fieristico i 623 espositori, dei quali il 41% esteri, hanno mostrato le loro proposte agli oltre 60 mila visitatori. Non è un caso che questa fiera si sia svolta in Italia. Il nostro Paese è leader globale delle piastrelle ceramiche con una quota del 30%. Questo risultato è frutto di un’offerta molto differenziata, connotata da prodotti a elevato valore aggiunto.

Il settore delle piastrelle ceramiche

Il tessuto nazionale di questo settore è composto da circa 470 imprese, ben 130 sono rilevanti e complessivamente gli addetti specifici contano 19.000 unità. Nonostante il lockdown produttivo nel 2020, la produzione venduta ha registrato una contrazione relativamente contenuta (-3,9%) mentre la domanda interna (-10,4%) ha risentito della crisi. Il mercato interno sta ancora beneficiando di misure studiate dal governo come il Superbonus 110% e il Sismabonus. Questi due provvedimenti sono stati creati per il recupero dell’attività edilizia e si aggiungono agli incentivi preesistenti per le ristrutturazioni. Le esportazioni hanno invece tenuto (-2,2%) grazie a un buon recupero nella seconda parte dell’anno. Il settore delle piastrelle ceramiche ha infatti una forte vocazione per l’export: il 75% del fatturato proviene da vendite verso altri Paesi.

Nuove proposte e tendenze

Con il manifestarsi della pandemia sono cambiate anche le esigenze all’interno delle abitazioni. Le stanze sono diventate spazi polifunzionali vissuti diverse ore al giorno, dove è possibile riposarsi ma anche lavorare o fare sport. Il settore delle piastrelle ceramiche ha recepito queste nuove esigenze. Così, le nuove proposte vedono molteplici soluzioni con colori tenui, grandi formati, effetti marmo e materiali naturali, inserti metallici o minerali e finiture superficiali speciali.

Alcune tendenze sono emerse anche durante Cersaie. All’interno degli stand della fiera i colori più ricorrenti sono stati il verde dei boschi e l’azzurro del mare. Sono i colori della natura ad entrare nelle abitazioni come riflesso della pandemia. Tutte le stanze, dal soggiorno, alle stanze e perfino i bagni sono permeati da queste proposte cromatiche.

Tali tendenze si trovano anche nell’area del contract. Qui l’avvento di nuove funzionalità e soluzioni estetiche fa il paio con l’utilizzo dei materiali ceramici sempre più presenti nei complementi d’arredo. Alcune proposte innovative sono state presentate sul mercato per piani cucina, lavabi, tavoli e altri componenti.

Innovazione e sostenibilità

Nonostante un calo nell’ultimo biennio dovuto al contesto sfavorevole e al completamento di interventi sostenuti da incentivi Industria 4.0, il settore è connotato da consistenti investimenti nel rinnovo delle strutture produttive. La ricerca e l’innovazione continua sono tra i maggiori punti di forza dell’industria ceramica nazionale e si rivolgono allo sviluppo di una crescente efficienza e automazione degli impianti, migliori prestazioni tecniche dei prodotti e tecnologie digitali avanzate per i decori.  

Criticità del settore

Nel settore esistono criticità legate alla ridefinizione dei criteri di assegnazione delle quote di emissione previsti dal sistema europeo ETS di compensazione, recentemente entrato nella IV Fase (2021-2030). Dal 2021 le imprese del settore ceramico hanno perduto una parte delle precedenti agevolazioni, con un aggravio dei costi di compensazione. Le strutture produttive, nell’insieme, non possono attualmente prescindere dall’impiego di combustibili fossili, anche se con sistemi avanzati di risparmio energetico e recupero del calore, e sostengono costi elevati per l’energia elettrica. Le imprese europee del settore ceramico rischiano di subire, inoltre, un’intensificazione della competizione sul prezzo da parte di Paesi soggetti a minori vincoli. 

Sono allo studio soluzioni alternative da parte dei principali operatori; in Italia, è prevista per il 2022 l’inaugurazione del primo impianto al mondo alimentato a idrogeno verde.

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