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Facebook e Google Ads: le novità più efficaci

Alcuni aggiornamenti recenti stanno limitando l’efficacia delle campagne PPC, richiedendo l’applicazione di strategie diverse sia su Facebook che su Google Ads, su cui vale la pena spendere qualche parola.

Nelle ultime settimane sia Facebook che  Google Ads sono stati investiti da alcune novità volte ad agevolare gli inserzionisti nella creazione di annunci più efficaci. Al contempo, però, altri aggiornamenti stanno limitando l’efficacia delle campagne Pay Per Click, richiedendo l’applicazione di strategie diverse.

Più valore ai lead ricevuti con i moduli Facebook

Lead Generation Form (LGF) sono un modo rapido e intuitivo per entrare in contatto con potenziali clienti. L’estrema facilità di interazione con questi moduli comporta spesso, però, la raccolta di contatti di bassa qualità. Facebook ha cercato di arginare questo problema fin dall’introduzione dei LGF nel 2015.

I più recenti aggiornamenti vanno in questa direzione, come l’opzione “Conversion Leads”. A differenza dell’impostazione precedente, che ottimizzava per quantità, fornendo il volume più alto possibile di lead in base al budget, la nuova opzione punta invece sulla qualità, proponendo gli annunci giusti agli utenti che è più probabile convertano sulla base dei dati analitici in proprio possesso.

Attraverso le Conversions API (CAPI), è poi possibile collegare il proprio CRM a Facebook e creare un funnel di vendita tramite Events Manager. Gli eventi di ottimizzazione creati in questo processo serviranno da indicatori per migliorare le conversioni degli LGF.

Oltre a questo, esistono alcune pratiche per aumentare la qualità dei lead Facebook, a partire dalla selezione di “intento più elevato” come tipologia di modulo: essa permette di scremare già in partenza gli utenti non sufficientemente interessati o che si sono ritrovati a compilare il form per disattenzione. La stessa strategia sottostà all’inserimento nel modulo di domande aggiuntive personalizzate, preferibilmente a scelta multipla o a risposta breve.

Facebook offre adesso anche la possibilità di convertire gli LGF in conversazioni automatizzate su Messenger, a seconda di dove è più probabile, secondo l’algoritmo, ricevere una risposta dall’utente. L’opzione da spuntare nelle impostazioni degli annunci è, in questo caso, “Flexible Form Delivery”.

Google Ads: nuove metriche, estensioni e interfaccia

Google ha deciso di dare una rinfrescata alla piattaforma Ads inserendo nuove metriche che potranno essere utilizzate per le colonne personalizzate. L’idea è quella di rendere queste ultime ancora più flessibili per gli inserzionisti. La nuova interfaccia mette infatti a confronto le metriche in maniera molto più chiara.

Fra i dati che è possibile utilizzare per le colonne personalizzate si trovano metriche come la percentuale di impressioni per Search, Click e Display o i dati relativi ai click chiamata. È possibile utilizzare le funzioni di calcolo, mettere a confronto le metriche per intervalli di date differenti e filtrare i dati per fattori diversi dalle metriche vere e proprie, ad esempio in base al nome della campagna o il budget.

Altra novità che riguarda Google Ads, stavolta lato utente, è il rollout delle estensioni di immagine (dinamiche e non) per gli annunci desktop. Se le hai già implementate su mobile, esse verranno aggiunte in automatico anche ai corrispondenti annunci desktop. Potrai però analizzare le performance separatamente segmentando i dati secondo la dimensione “Dispositivo”. Si tratta di un’importante novità in grado di rendere gli annunci visivamente più appaganti, dunque fautori di un aumento di CTR.

Con le estensioni di immagine dinamiche, adesso disponibili in tutte le lingue, Google può inoltre scegliere in automatico, di volta in volta, l’immagine più adatta. Se non hai la possibilità di creare immagini originali, puoi attingere alla libreria di immagini stock messa a disposizione gratuitamente da Google stesso e poi ritagliarla prima di abbinarla alle estensioni di annunci.

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