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Settore delle piastrelle ceramiche: deciso recupero nel 2021. Ma l’aumento dei costi energetici e il conflitto Russia-Ucraina frenano la ripresa

Grazie a export e domanda interna, il 2021 ha registrato una crescita consistente nelle vendite di piastrelle ceramiche, superando ampiamente i livelli del 2019. La recente impennata dei costi energetici e le difficoltà di approvvigionamento di materie prime causate dal conflitto Russia-Ucraina potrebbero rallentare la crescita del 2022

Le imprese italiane attive sul territorio nazionale nel settore delle piastrelle ceramiche sono circa 130 e si concentrano soprattutto in Emilia-Romagna, particolarmente nel Distretto Ceramico di Sassuolo che rappresenta uno dei maggiori poli produttivi mondiali. Il settore occupa un numero complessivo di addetti di circa 18.700 unità.

Le imprese leader sono a capo di gruppi nazionali con attività internazionali o fanno parte di grandi gruppi internazionali. Le imprese indipendenti sviluppano abitualmente accordi di carattere commerciale e produttivo per l’integrazione della propria offerta.

Nel 2021 la produzione venduta nel settore delle piastrelle ceramiche ha superato i 6 miliardi di euro, in crescita del +19,4%, dopo un calo del -3,9% nel 2020. Le esportazioni, che rappresentano oltre il 75% circa delle vendite, hanno mostrato un incremento del +19,2%.

La domanda è legata soprattutto all’edilizia abitativa, sia nella componente della ristrutturazione e riqualificazione, che ha un peso prevalente, sia nelle nuove costruzioni. Negli ultimi anni tende ad aumentare l’impiego di piastrelle ceramiche anche nell’ambito del terziario.

Il settore è connotato da investimenti nel rinnovo delle strutture produttive molto consistenti, anche se in calo nell’ultimo biennio per il contesto sfavorevole. Nonostante la ricerca di efficienza e di nuove tecnologie abbia portato all’avvio di progetti innovativi di forni alimentati a idrogeno, il gas metano è al momento il principale combustibile impiegato nel settore, con le conseguenti ricadute in termini di incidenza dei costi.

Di particolare impatto è, inoltre, la localizzazione in Ucraina di cave di argilla pregiata, molto utilizzata negli impasti ceramici di maggiore qualità e non facilmente sostituibile con materiali di diversa provenienza. Le argille da lì importate, rappresentano circa il 25% degli approvvigionamenti di materie prime del settore e sono destinate soprattutto alle piastrelle di fascia alta, a maggior valore aggiunto. Per ovviare a tale mancanza, le imprese sono attualmente impegnate nella ricerca e sperimentazione di miscele alternative con materiali importati da altri paesi europei.

L’evoluzione del settore nel 2022 sarà condizionata dal trend dei prezzi di materie prime, combustibili, imballaggi e trasporti, i quali presentano incrementi non completamente compensabili dai previsti aumenti dei listini. Già prima della crisi Russia-Ucraina, a causa del forte innalzamento dei costi energetici,diverse imprese avevano deciso la sospensione dell’attività produttiva  anche in presenza di ordinativi consistenti. L’attuale conflitto aggrava queste difficoltà introducendo forti incertezze sull’andamento della domanda e degli scambi internazionali. Si attende in ogni caso una moderata crescita del settore nel 2022, condizionata tuttavia dall’evoluzione dello scenario.

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