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Torte, pasticceria e brioche surgelate: segnali di ripresa nel 2021 e 2022

Il settore, tuttavia, risente del conflitto Russia-Ucraina, per l’aumento dei prezzi di alcune materie prime, trasporto e logistica

L’attività del settore torte, pasticceria e brioche surgelate, dopo la brusca caduta del 2020 (-30,8% per la produzione), nel 2021 ha dato segnali di ripresa (+ 16,5%). Nel 2020 il settore è stato penalizzato notevolmente dalla diffusione del Covid, avendo come canali distributivi per circa il 75% la Ristorazione e per il restante 25% il Retail.

Nel 2021 la domanda ha mostrato un’apprezzabile vitalità, a partire soprattutto dai mesi estivi. A fine anno ha registrato un +16,1% sul 2020, quando aveva registrato un -30,4% sul 2019.

Il valore della produzione 2021 ha raggiunto 487 milioni di euro, con una crescita del 16,5% sul 2020, quando aveva subito una flessione di circa il 30%. Per il 2022 si prospetta una ulteriore ripresa della produzione e della domanda attorno al 20%. L’export rappresenta circa il 15% della produzione.

Le imprese italiane attive sul territorio nazionale in questo settore nel 2021 erano circa 4.700 (per circa il 65% ditte individuali e società di persone), con una presenza maggiore in Campania, Lombardia, Lazio e Sicilia.

Oltre alle imprese produttrici nazionali, operano nel settore alcuni importanti operatori esteri che puntano a diffondere in Italia referenze maggiormente consumate nel nord-Europa.

L’offerta nazionale risulta concentrata con le prime quattro aziende/gruppi che controllano oltre il 65% della produzione nazionale a valore. Il posizionamento delle imprese tende a mutare a seguito di recenti acquisizioni, fusioni e incorporazioni.

In prospettiva, tra i segmenti con maggiore potenzialità si collocano i croissant prelievitati, in particolare prodotti “salutistici” come le linee “vegane”, “biologiche” da filiere garantite. Nell’ambito delle torte i prodotti monoporzione avranno più opportunità di crescita rispetto alle pluriporzioni, grazie alla maggiore rispondenza alle esigenze dei ristoratori.

Nel corso del primo trimestre 2022 lo scenario economico italiano ed internazionale si è complicato ulteriormente a causa della guerra Russia-Ucraina. Il conflitto, da un lato penalizza l’interscambio internazionale per le sanzioni economico-finanziare alla Russia e dall’altro spinge ulteriormente verso l’alto, non solo il prezzo dell’energia e dei trasporti, ma anche il prezzo di alcune materie prime importanti per il settore come farine, cacao e zucchero. Tali aumenti hanno un impatto sull’intera filiera agroalimentare.

Attualmente le imprese puntano a sfruttare le opportunità tecnologiche offerte dal digitale per la gestione delle celle di stoccaggio, la pallettizzazione e le consegne a piattaforme e punti di vendita.

Il settore presenta criticità sotto il profilo logistico e distributivo a causa della complessa gestione della catena del freddo. Sia il trasporto sia la logistica settoriale, in entrata e in uscita, hanno accusato penalizzazioni in termini di prezzo.

A causa della forte pressione inflazionistica sul fronte degli approvvigionamenti, la leva prezzo sarà cruciale nella dinamica competitiva.

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