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  • 08 aprile 2022
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Data scouting, la ricerca del dato di valore

La combinazione di informazioni, numeri e algoritmi consente di prendere le decisioni più corrette a Governi, imprese e singole persone.

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La necessità dell’umanità di misurare, quantificare, prevedere la realtà che la circonda è sostanzialmente primaria, da sempre. La testimonianza è fornita da una molteplicità di evidenze addirittura archeologiche. Sono stati trovati artefatti risalenti a circa 30.000 anni a.C. che mostrano i tentativi di misurare il tempo. Si trovano tracce di scritture matematica nell’antico Egitto e nella Mesopotamia e poi ancora sempre di più fino a giorni nostri. Oggi più di ieri non esiste nessuna attività umana che non abbia una radice riconducibile alla matematica e ai dati anche quando non lo si direbbe. 

Ciascuno di noi, ogni giorno, utilizza un motore di ricerca oppure delle applicazioni per i più svariati usi: dalle previsioni del tempo all’home banking. Non da ultimo, durante la pandemia, i dati sono stati il driver per le scelte di molti Governi con un impatto socioeconomico estremamente importante su tutti noi. 

In tutti questi casi, dati, algoritmi e software sono stati utilizzati in modo pervasivo. Possiamo smettere di pensare di raccogliere dati? No, in quanto ne raccogliamo continuamente di nuovi e attraverso una maggiore disponibilità possiamo rendere il nostro futuro migliore. 

Data scouting, un’attività core di Cerved   

Questo prologo fornisce solo qualche razionale che spiega perché un’azienda al servizio del sistema Paese come Cerved ha sempre avuto nel suo DNA l’idea delle attività di data scouting / discovery. I dati sono un asset strategico per adempiere pienamente al nostro proposito aziendale e servire al meglio il sistema. Con i dati progettiamo algoritmi estraendone e amplificandone il valore. I nostri prodotti e servizi sono basati sui i dati e costituiscono il backbone aziendale, l’asset principale per produrre benefici ai clienti che se ne servono per prendere le loro decisioni.

Le informazioni ufficiali prodotte dalle Camere di Commercio sono state storicamente un pilastro per la possibilità di descrivere e quantificare il mondo economico del nostro Paese. I dati disponibili sono sempre aumentati in termini profondità e ampiezza descrittiva abilitando la possibilità di produrre un’immagine sempre più fedele della realtà economica del nostro Paese. Questo ha consentito di prendere decisioni sempre più informate e fondate su elementi fattuali anche con l’aggiunta di altre fonti dati complementari.

Qualcosa è cambiato negli ultimi decenni e ad una velocità senza precedenti per quanto riguarda il mondo dei dati. Le tecnologie che consentono di raccogliere ed elaborare i dati hanno avuto un miglioramento esponenziale offrendo opportunità ad aziende di offrire al mercato nuovi prodotti e servizi di dati o basati sui dati sia come spin off delle proprie attività core, sia proprio come nuove iniziative fondate esclusivamente su queste nuove possibilità. A questo si è accompagnato la sempre maggiore disponibilità di open data in particolare provenienti, ma non in modo esclusivo, dalla Pubblica Amministrazione che è un grande produttore di dati utili a complementare con la stessa autorevolezza le fonti più consolidate e autorevoli storicamente in uso.

Occorre sempre una buona dose di attenzione a quello che si ha e non solo al mondo esterno. Ci possono essere disponibili dati internamente che possono diventare un valore di per sé e non sono stati utilizzati o lo possono diventare grazie al meshup con altri dati o perché le tecnologie che ne consentono l’elaborazione consento di escogitare algoritmi per estrarne il valore.

È dunque fisiologico e necessario avere attenzione a questo nuovo mondo per poter integrare nuovi dati che possano aiutare il sistema Paese perseguendo la visione del purpose aziendale di Cerved.

Le attività di data scouting / discovery possono essere organizzate in modo diverso in ogni azienda seconde le specifiche contingenze della propria realtà. In Cerved la scelta fatta è quella di lavorare utilizzando le metodologie agili. 

Ci sono tuttavia alcune caratteristiche proprie di questa attività: per la data discovery è la multidisciplinarità.

Occorre avere una visione di prodotto per comprendere i possibili casi d’uso in cui si immagina di includere i dati, valutando preliminarmente l’effettiva utilità di progettare algoritmi utili a portare valore agli utilizzatori finali. 

Una particolare cura e attenzione è necessariamente richiesta con le conoscenze relativo al rispetto della conformità dei dati al GDPR, Regolamento generale per la protezione dei dati personali 2016/67.

Un aspetto da considerare nel data scouting è la valutazione dei costi per l’acquisizione di nuovi dati non solo dal punto di vista economico. Servono delle competenze tecnologiche, ad esempio quelle del data owner, figura identificata internamente all’azienda, per valutare l’impatto e i costi dell’integrazione di nuovi dati e per poterli esaminare nella fase di scouting. 

C’è poi qualcosa in più da aggiungere l’attività di data scouting / discovery. In un’azienda come Cerved  ci sono coloro che si dedicano alle strategie, i colleghi che lavorano più direttamente ascoltando i clienti, la rete commerciale o i colleghi che incontri, i fornitori che offrono nuovi spunti, l’occasione di momenti di incontri esterni all’azienda. Tutto questo va ascoltato, messo insieme per una sintesi che si possa trasformare in una nuova proposta per nuovi dati utili al fine di  proteggere il sistema Paese dal rischio e aiutare le imprese a crescere in modo sostenibile.

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