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  • 27 marzo 2024
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Cala il residenziale, cresce il non residenziale: il punto sul mercato della climatizzazione

Il settore degli impianti di condizionamento vive nel 2023 dinamiche contrapposte, caratterizzate dalla flessione del mercato Residenziale, a causa dell’interruzione del Superbonus 110%, e dalla espansione del mercato del Terziario e del Commerciale.

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Il settore degli impianti di condizionamento vive nel 2023 dinamiche contrapposte, caratterizzate dalla flessione del mercato Residenziale, a causa dell’interruzione del Superbonus 110%, e dalla espansione del mercato del Terziario e del Commerciale. Il segmento delle Pompe di Calore continua a registrare una progressiva crescita. La produzione si focalizza su tecnologie innovative a minor impatto ambientale.

I risultati del settore climatizzazione nel 2023

Il mercato italiano degli impianti di climatizzazione, che vale oltre 2,5 miliardi di euro, nel 2023 segna una diminuzione delle vendite verso l’ambito Residenziale, dopo essere cresciuto intensamente nel 2022, grazie allo sviluppo eccezionale della domanda proveniente dalle iniziative di ristrutturazione finanziate dal Superbonus 110%. Il mercato si compone quasi esclusivamente di sistemi split system fabbricati in Asia Orientale e importati dalle filiali commerciali dei principali gruppi multinazionali specializzati.

L’ambito Commerciale e Terziario invece registra una ulteriore crescita, dopo i buoni risultati del 2022, in relazione all’espansione della domanda proveniente dal settore turistico e della ristorazione, dal commercio al dettaglio, dei centri sportivi e dei datacenter (sempre più strategici per l’evoluzione dell’attività digitale delle aziende).

Negli ambiti non residenziali la produzione italiana ha una rilevanza significativa e ricopre un ruolo di leadership a livello internazionale, con una tendenza favorevole delle esportazioni nel biennio 2022-2023. Negli ultimi anni si registrano importanti operazioni finanziarie di diverse multinazionali estere che hanno acquisito il controllo di alcuni storici produttori settoriali italiani, molto affermati su scala internazionale.

Quali prospettive per l’innovazione italiana?

Per il mercato italiano ed europeo, la domanda di sostituzione di vecchi impianti è trainante per il settore e si indirizza verso le nuove tecnologie, che garantiscono minori consumi energetici, maggiori rendimenti termici e l’utilizzo di gas refrigeranti meno inquinanti. I produttori in questo senso spingono in modo crescente verso l’innovazione tecnologica dei prodotti e delle soluzioni di controllo e gestione degli impianti da remoto e competono in modo crescente sugli aspetti legati al servizio offerto ai clienti e ai professionisti (installatori e rivenditori).

Il segmento più innovativo e con maggiori potenzialità di sviluppo nel medio e lungo termine è rappresentato dalle Pompe di Calore per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria. Nell’offerta di questa tecnologia confluiscono le multinazionali asiatiche specializzate nella climatizzazione e i grandi produttori italiani di caldaie, penalizzati nei prossimi anni dalla direttiva europea sulle Case Green.

Gli impatti della normativa Case Green sul settore della climatizzazione

La nuova direttiva europea, infatti, prevede il divieto di vendita delle caldaie a gas nel 2040 e imporrà alla maggior parte degli edifici italiani un sostanziale miglioramento della propria prestazione energetica, per ottenere una significativa riduzione delle emissioni complessive entro il 2030 e il raggiungimento della neutralità climatica nel 2050.

La direttiva Case Green coinvolgerà sia gli edifici di nuova costruzione sia quelli esistenti, nell’ambito Residenziale e Pubblico, e soprattutto riguarderà gli edifici più datati e di classe energetica bassa, che rappresentano più del 65% del patrimonio immobiliare nazionale residenziale, con benefici per l’attivazione della domanda di impianti di climatizzazione.

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