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14 settembre 2026

Riforma degli incentivi: la riorganizzazione del D.lgs. 138/2026

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Riforma degli incentivi: la riorganizzazione del D.lgs. 138/2026

Lo scorso 3 agosto è stato pubblicato in G.U. il D.Lgs 138/2026 recante disposizioni per la razionalizzazione e concentrazione dell'offerta degli incentivi adottati dalle amministrazioni centrali, in attuazione della Legge 160/2023 finalizzata a riformare il sistema degli incentivi: da un lato armonizzando le procedure di accesso (nuovo codice degli incentivi) e dall’altro razionalizzando le misure agevolative.

Gli interventi

Il D.lgs. n. 138/202, in particolare:

  • riorganizza gli incentivi di competenza del Ministero delle imprese e del made in Italy. Restano dunque fuori gli incentivi relativi ai settori agricolo, della esca e acquacoltura;
  • individua le aree di intervento del Fondo per la Crescita Sostenibile (FCS);
  • sopprime alcune misure agevolative frammentate.

Gli incentivi di competenza del MIMIT

Il Ministero delle imprese e del made in Italy assume il ruolo di amministrazione responsabile dei seguenti strumenti di incentivazione:

  • Fondo per la crescita sostenibile;
  • Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese;
  • Fondo di sostegno a venture capital;
  • Beni strumentali-Nuova Sabatini;
  • Incentivi per il settore aerospaziale.

Nel Fondo per la crescita sostenibile si concentrano ulteriori incentivi.

Le aree di Intervento del Fondo per la crescita sostenibile

Il Fondo per la Crescita Sostenibile (FCS) si articola in quattro aree di intervento:

  • Ricerca, sviluppo e innovazione: incentivi finalizzati alla promozione di attività di R&S, di trasformazione tecnologica e digitale delle imprese e valorizzazione dei titoli di proprietà industriale.
  • Start up e nuova imprenditorialità: incentivi volti a sostenere la creazione e lo sviluppo di nuove imprese, di start up innovative, comprese le cooperative, di nuova imprenditorialità a prevalente o totale partecipazione giovanile o femminile.
  • Investimenti produttivi per la transizione verde e digitale: incentivi finalizzati al rafforzamento della struttura produttiva del Paese, al riutilizzo degli impianti produttivi e al rilancio di territori che versano in situazioni di crisi, mediante il ricorso ai Contratti di Sviluppo e bandi tematici.
  • Accesso al credito e al mercato dei capitali: incentivi per sostenere la continuità e lo sviluppo dell'attività d'impresa, la riduzione degli impatti occupazionali, l’attuazione di piani di ristrutturazione delle imprese in temporanea situazione di difficoltà.

Sulla base del monitoraggio dell’andamento degli incentivi, gli obiettivi del Fondo possono essere soggetti a modifiche periodiche.

Le agevolazioni soppresse

Il decreto dispone la soppressione delle seguenti misure agevolative di competenza di altre amministrazioni centrali:

  • Voucher per l’internazionalizzazione TEM (Temporary Export Manager)
  • Credito d'imposta materiali di recupero
  • Credito d'imposta sui prodotti da riciclo e riuso
  • Fondo rotativo nazionale self-employment.

L’abrogazione non riguarda i procedimenti già attivati.

Attivazione

La riforma disposta dal D.L.gs n.138/2026 sarà pienamente completata e operativa con la pubblicazione dei singoli decreti ministeriali.

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