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08 aprile 2026

Transizione 5.0: l’evoluzione

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Transizione 5.0: l’evoluzione

Il Piano Transizione 5.0 rappresenta una evoluzione del Pianto Industria 4.0, è stato istituito dall’articolo 38 del Decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19 con il chiaro obiettivo di promuovere investimenti in digitalizzazione e transizione energetica.

Il credito d’imposta

Nato con una dotazione finanziaria pari a 6,3 miliardi di euro derivanti dal PNRR, la misura agevola investimenti in beni 4.0:

  • avviati dalle imprese, residenti sul territorio dello Stato, a partire dall’ 1 gennaio 2024 e completati entro il 31 dicembre 2025;
  • idonei a conseguire una riduzione dei consumi energetici dell'unità produttiva pari almeno al 3% o del processo produttivo pari ad almeno il 5%.

Nell’ambito dei progetti d’innovazione sono agevolabili altresì:

  • investimenti in beni materiali nuovi finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinati all’autoconsumo (beni FER);
  • spese per la formazione del personale nel limite del 10% degli investimenti effettuati nei beni strumentali e nel limite massimo di 300 mila euro.

La misura del credito varia in base all’ammontare dell’investimento e alla riduzione dei consumi. A seguito delle modifiche introdotte con la legge di bilancio 2025 le aliquote variano:

  • da un minimo del 35% a un massimo del 45% per gli investimenti fino a 10 milioni di euro;
  • da un minimo del 5% a un massimo del 15% per gli investimenti oltre i 10 milioni di euro.

Il credito è utilizzabile in compensazione mediante mod. F24, decorsi 10 giorni dall'avvenuta comunicazione del credito utilizzabile da parte del GSE, in una o più quote entro la data del 31 dicembre 2025. L’ammontare del credito d’imposta non utilizzato al 31 dicembre 2025 è utilizzabile in cinque quote annuali di pari importo.

Per l’accesso al beneficio sono previste 3 fasi:

  • comunicazione preventiva relativa al progetto da realizzare;
  • comunicazione relativa all’effettuazione degli ordini con pagamento dell’acconto del 20%;
  • comunicazione di completamento dell’investimento effettuato, da inviare entro il 28 febbraio 2026.

Le comunicazioni sono trasmesse al GSE.

Apertura della piattaforma e rimodulazione delle risorse

La misura è stata resa operativa, con apertura della piattaforma del GSE, solo ad agosto 2024.

A settembre 2025 è stata avanzata una rimodulazione, in diminuzione, delle risorse messe a disposizione in conseguenza dell’esiguo numero di crediti prenotati. Le risorse sono passate da 6,3 miliardi a 2,5 miliardi di euro.

Esaurimento delle risorse: gli esodati

Il 6 novembre 2025 il MIMIT comunica l’esaurimento delle risorse lasciando comunque la possibilità alle imprese di presentare nuove domande che sarebbero state soddisfatte in caso di nuove disponibilità finanziarie. In sostanza, queste imprese venivano messe in lista d’attesa.

Il 27 novembre viene definitivamente chiusa la piattaforma. Alla data del 27 novembre le prenotazioni raggiungono 4,8 miliardi di euro (il doppio delle risorse stanziate).

La categoria di soggetti che ha presentato domanda dal 7 al 27 novembre è stata definita “esodati”.

Taglio del credito spettante

Il 27 marzo 2026 il Governo approva il D.L. n.38, c.d. “decreto fiscale”, che di fatto diminuisce la percentuale di credito spettante per gli “esodati” ovvero per i progetti presentati tra il 6 e il 27 novembre 2025, tecnicamente ammissibili ma privi di copertura. Il decreto, stanziando 537 milioni di euro per l’anno 2026, riconosce un credito d’imposta:

  • pari al 35% dell’ammontare del credito d’imposta richiesto (di fatto le percentuali del credito scendono dal 45% al 15%);
  • calcolato solo con riferimento ai beni 4.0 e dunque con esclusione degli investimenti in fonti rinnovabili;
  • utilizzabile in compensazione entro il 31 dicembre 2026.

Il taglio netto del credito spettante, palesemente penalizzante per le imprese che hanno maggiormente investito nella qualità energetica, ha minato la fiducia da parte del sistema produttivo nei confronti delle istituzioni. Le associazioni di categoria hanno richiesto un tavolo di confronto.

Revisione del taglio del credito

Dopo la reazione immediata delle associazioni di categoria il Governo ha corretto il testo del decreto fiscale aumentando la dotazione finanziaria, da 537 milioni di euro a 1,3 miliardi di euro, e conseguentemente la percentuale di credito spettante.

Il 3 aprile il Governo ha approvato il D.L. n. 42/2026 che, modificando il precedente, riconosce alla categoria degli “esodati”:

  • un credito d’imposta:
  1. pari all’89,77% dell’ammontare del credito d’imposta richiesto (al posto del precedente 35%);
  2. calcolato con riferimento ai beni 4.0 e alle spese di formazione del personale;
  3. utilizzabile in compensazione entro il 31 dicembre 2026.
  • contributo concesso:
  1. in proporzione alle spese sostenute per gli investimenti in impianti finalizzati all’autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili realizzati in conformità al principio del DNSH e per le certificazioni contabili e energetiche
  2. non può eccedere l’ammontare del credito richiesto con le comunicazioni di completamento
  3. nei limiti di spesa di: 57,7 milioni di euro per il 2026, 80 milioni di euro per il 2027 e 60 milioni di euro per il 2028
  4. secondo modalità che saranno individuate con successivo decreto del MIMIT.

Sei interessato ad approfondire la misura?