Il Piano Transizione 5.0 rappresenta una evoluzione del Pianto Industria 4.0, è stato istituito dall’articolo 38 del Decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19 con il chiaro obiettivo di promuovere investimenti in digitalizzazione e transizione energetica.
Nato con una dotazione finanziaria pari a 6,3 miliardi di euro derivanti dal PNRR, la misura agevola investimenti in beni 4.0:
Nell’ambito dei progetti d’innovazione sono agevolabili altresì:
La misura del credito varia in base all’ammontare dell’investimento e alla riduzione dei consumi. A seguito delle modifiche introdotte con la legge di bilancio 2025 le aliquote variano:
Il credito è utilizzabile in compensazione mediante mod. F24, decorsi 10 giorni dall'avvenuta comunicazione del credito utilizzabile da parte del GSE, in una o più quote entro la data del 31 dicembre 2025. L’ammontare del credito d’imposta non utilizzato al 31 dicembre 2025 è utilizzabile in cinque quote annuali di pari importo.
Per l’accesso al beneficio sono previste 3 fasi:
Le comunicazioni sono trasmesse al GSE.
La misura è stata resa operativa, con apertura della piattaforma del GSE, solo ad agosto 2024.
A settembre 2025 è stata avanzata una rimodulazione, in diminuzione, delle risorse messe a disposizione in conseguenza dell’esiguo numero di crediti prenotati. Le risorse sono passate da 6,3 miliardi a 2,5 miliardi di euro.
Il 6 novembre 2025 il MIMIT comunica l’esaurimento delle risorse lasciando comunque la possibilità alle imprese di presentare nuove domande che sarebbero state soddisfatte in caso di nuove disponibilità finanziarie. In sostanza, queste imprese venivano messe in lista d’attesa.
Il 27 novembre viene definitivamente chiusa la piattaforma. Alla data del 27 novembre le prenotazioni raggiungono 4,8 miliardi di euro (il doppio delle risorse stanziate).
La categoria di soggetti che ha presentato domanda dal 7 al 27 novembre è stata definita “esodati”.
Il 27 marzo 2026 il Governo approva il D.L. n.38, c.d. “decreto fiscale”, che di fatto diminuisce la percentuale di credito spettante per gli “esodati” ovvero per i progetti presentati tra il 6 e il 27 novembre 2025, tecnicamente ammissibili ma privi di copertura. Il decreto, stanziando 537 milioni di euro per l’anno 2026, riconosce un credito d’imposta:
Il taglio netto del credito spettante, palesemente penalizzante per le imprese che hanno maggiormente investito nella qualità energetica, ha minato la fiducia da parte del sistema produttivo nei confronti delle istituzioni. Le associazioni di categoria hanno richiesto un tavolo di confronto.
Dopo la reazione immediata delle associazioni di categoria il Governo ha corretto il testo del decreto fiscale aumentando la dotazione finanziaria, da 537 milioni di euro a 1,3 miliardi di euro, e conseguentemente la percentuale di credito spettante.
Il 3 aprile il Governo ha approvato il D.L. n. 42/2026 che, modificando il precedente, riconosce alla categoria degli “esodati”:
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