Se lavori con i dati, probabilmente avrai provato un leggero senso di déjà-vu. Dopo anni in cui ci siamo abituati a chiamarlo Looker Studio, Google ha deciso di rimescolare le carte: il nome Data Studio è ufficialmente tornato.
Ma non lasciarti ingannare dal nome familiare. Non si tratta di una semplice operazione nostalgia, ma di una mossa strategica per ridefinire il modo in cui interagiamo con la Google Data Cloud nell’era dell’Intelligenza Artificiale.
In questo articolo esploreremo i motivi di questo rebranding, le differenze chiave tra le piattaforme e cosa ci riserva il futuro dell’analisi dati.
La domanda che tutti si pongono è: perché cambiare di nuovo? Quando Google acquisì Looker, l'obiettivo era unificare tutto sotto un unico brand "Enterprise". Tuttavia, con il tempo, è emersa una distinzione netta nel modo in cui le persone usano questi strumenti.
La necessità di tornare al brand Data Studio nasce da una volontà di chiarezza funzionale:
Nonostante il cambio di nome, Looker non sparisce. Al contrario, si evolve in una direzione specifica. Ecco come distinguere i due binari.
Looker rimane la piattaforma di Business Intelligence per eccellenza per le grandi aziende. Si basa su un modello semantico centrale (il LookML), garantendo che i dati siano sempre certificati e sicuri. È lo strumento per chi non può permettersi errori di interpretazione sui KPI aziendali.
Il "nuovo" Data Studio è il re dell’esplorazione ad-hoc. È lo strumento ideale per il marketing manager che deve visualizzare l'andamento di una campagna in 5 minuti o per il data analyst che vuole testare un'ipotesi veloce senza dover configurare complessi modelli di governance. È più "personale", più veloce e ora profondamente integrato con l'ecosistema BigQuery.
La transizione introduce una distinzione netta nei livelli di servizio:
Cosa dobbiamo aspettarci dopo questo cambio di rotta? La parola chiave è Agentic AI.
L'evoluzione di Data Studio non riguarda più solo barre e torte colorate. L'obiettivo di Google è trasformare la piattaforma in un ambiente dove gli agenti conversazionali (come quelli di BigQuery) possono conversare direttamente sopra i tuoi dati.
Non chiederai più al software di "creare un grafico", ma chiederai a Data Studio di "analizzare il motivo del calo delle conversioni nell'ultima settimana", e lui lo farà attingendo a report, script di Colab e fonti dati collegate, tutto in un unico posto.
Il ritorno di Data Studio segna la fine della confusione tra BI governata e analisi self-service. Se hai già dei report attivi su Looker Studio, non preoccuparti: la transizione è automatica. Google ha semplicemente ridato un nome (e un'anima più smart) allo strumento che ha rivoluzionato il modo in cui visualizziamo il mondo.
Le novità legate a questa evoluzione sono state al centro di Google Cloud Next '26, l'evento annuale di Google tenutosi il 22 aprile 2026, che ha presentato importanti aggiornamenti sull'intera piattaforma cloud e sull'integrazione dell'intelligenza artificiale negli strumenti di analisi dati. Per approfondire, è disponibile il resoconto ufficiale dell'evento.
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