Quando facciamo audit preliminari per potenziali clienti, una cosa ci colpisce sempre: account GA4 attivi da mesi, a volte anni, con zero eventi chiave (Key Events) configurati. O peggio, configurati male.
Non è un problema tecnico. È un problema di comprensione di cosa significhi davvero misurare quello che conta.
Per i siti che fanno lead generation, la situazione è spesso paradossale: non hanno nemmeno configurato correttamente il tracciamento sulla sottomissione del form. L'evento più importante, quello che giustifica l'esistenza stessa del sito, non viene misurato.
Ma anche quando il form è tracciato, manca tutto il resto. Non sanno quanti scaricano risorse, non tracciano chi guarda contenuti chiave, non misurano chi arriva alle pagine più strategiche.
Risultato: vedono che arrivano lead, ma non hanno idea di che cosa funziona nel percorso che porta gli utenti a quel form. È come guidare guardando solo il contachilometri finale, senza tachimetro né indicatore del carburante.
Gli eventi chiave (Key Events) sono gli eventi che marchi come importanti per il tuo business. GA4 traccia automaticamente diversi eventi: page_view, scroll, click, video_start. Ma non tutti hanno lo stesso valore.
Inoltre, una buona configurazione di un account GA4 non dovrebbe limitarsi ai soli eventi tracciati automaticamente, ma andrebbe sempre arricchita con eventi e parametri customizzati e calati sulle specificità del proprio business.
Un evento chiave dice a GA4: "Questa azione conta davvero". E quando la marchi come tale, GA4 inizia a mostrarti metriche fondamentali come Session Key Event Rate e User Key Event Rate. Senza eventi chiave configurati, stai raccogliendo dati senza dare loro significato.
GA4 usa gli eventi chiave per l'attribuzione. Se non marchi eventi come eventi chiave, GA4 non sa quali azioni accreditare ai diversi canali.
Esempio concreto: un e-commerce traccia l'acquisto come evento chiave ma non l'aggiunta al carrello. Risultato: vede che un canale porta acquisti, ma non sa che un altro canale porta molti utenti che aggiungono prodotti al carrello senza completare. Potrebbe tagliare budget su quel canale pensando che non funzioni, quando in realtà il problema è altrove nel funnel.
Se usi Google Ads, gli eventi chiave diventano cruciali. Puoi importarli come conversioni in Ads e usarli. Ma se hai solo l'acquisto come evento chiave, Ads ottimizza solo per quello, perdendo tutti i segnali intermedi di interesse che potrebbero migliorare le performance delle campagne.
Gli eventi chiave ti permettono di costruire funnel completi. Non solo macro-conversioni (acquisto, lead) ma micro-conversioni che mostrano intento.
Vediamo spesso questo errore: un sito traccia solo la conversione finale ma non gli step intermedi. Non sa quanti utenti arrivano vicino all'obiettivo ma non completano. Senza questo dato, come fai a sapere se il problema è traffico sbagliato o processo rotto?
Peggiore errore possibile: marcare "page_view" come evento chiave. Ogni pagina vista diventa una conversione. I report diventano inutilizzabili e l'attribution si distorce completamente.
La regola: se l'evento succede centinaia di volte per sessione, non è un evento chiave. Devi creare eventi condizionali specifici (es: page_view SOLO su pagina di ringraziamento).
Limite tecnico: 30 eventi chiave per property. Ma non significa usarli tutti. La maggior parte dei business ha 5-10 azioni davvero importanti.
L'altro estremo: solo la conversione finale. Perdi tutto il contesto del percorso utente. La verità sta nel mezzo: identifica macro E micro-conversioni rilevanti.
Anche eventi non transazionali possono avere valore. Un download di risorsa quanto vale? Una richiesta di informazioni? Assegnare valori (anche stimati) permette di calcolare ROI su azioni diverse da vendite dirette.
Configurare correttamente gli eventi chiave permette di identificare quali elementi del funnel funzionano e quali no. Quando traccia anche gli step intermedi, un'azienda può scoprire che un canale ha ottimo tasso di interesse iniziale ma pessimo completamento finale.
Con questa informazione, può ottimizzare il processo specifico per quel tipo di traffico e migliorare significativamente il tasso di conversione complessivo. Senza eventi chiave sugli step intermedi, continuerebbe a pensare che quel canale non funzioni, quando invece il problema è altrove.
Non configurare eventi chiave significa perdere dati di attribuzione accurati, non poter ottimizzare il bidding Google Ads, non capire dove si bloccano gli utenti, impossibilità di calcolare ROI su attività non-transazionali e decisioni basate su un quadro incompleto della realtà.
Il paradosso è che implementarli non costa nulla in termini economici, ma non farlo costa enormemente in termini di opportunità perse e decisioni sbagliate.
Quando ci occupiamo del rifacimento o progettazione del tracciamento di un sito, quello che facciamo è iniziare con la definizione della strategia dei KPI da monitorare insieme al cliente. Questa strategia si traduce in un elenco di eventi standard e custom da tracciare, tra i quali vengono selezionati alcuni eventi chiave che saranno quelli più impattanti per le sue esigenze specifiche.
Non si tratta di tracciare tutto, ma di tracciare quello che serve davvero per prendere decisioni migliori. Se vuoi capire quali eventi chiave dovresti tracciare per il tuo business specifico, contattaci per una consulenza sul tuo setup GA4. Perché tracciare solo la conversione finale quando puoi tracciare l'intero viaggio che porta a quella conversione?
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