Nel panorama attuale non è sempre consigliabile fidarsi delle metriche di piattaforma advertising. Oggi spiegheremo quale approccio dovrebbe adottare chiunque (agenzie, specialist e aziende) per impostare una strategia adatta al proprio business.
Tra Apple iOS 14.5, GDPR e Cookiegeddon, il mondo della digital analytics è stato pesantemente colpito. L’advertising online, che è strettamente collegato alla digital analytics e al data tracking, ne subisce le dirette conseguenze. Vediamo nel dettaglio cosa è cambiato.
Principalmente abbiamo riscontrato importanti perdite di dati, che a loro volta comportano:
Ha ancora senso, quindi, concentrarsi sulle metriche di piattaforma e fare modifiche, analisi e ottimizzazioni in base a dati parziali e/o non affidabili?
Per avere un riscontro affidabile, l’unica soluzione è quella di capire cosa sta succedendo al business del cliente e non alle piattaforme.
Quindi, come concentrarsi al meglio sul business anziché sulla piattaforma?
Di fatto, unendo le metriche pre-clic delle piattaforme (che a differenza delle metriche post-clic, sono molto affidabili) e le metriche di business che fornirà il cliente, si avrà una visibilità molto più veritiera dell’impatto delle attività di online advertising.
Di seguito, mostriamo alcune metriche che sono decisamente più orientate al business che alle piattaforme di advertising.
La premessa è che molti acquisti provenienti dall’advertising non vengono effettivamente attribuiti a questa tipologia di attività.
Come abbiamo detto, le piattaforme di online advertising hanno perso e perdono anche ora molti dati. Se poi sommiamo questo svantaggio a percorsi d’acquisto sempre più complessi e insondabili, il ROAS perde completamente di significato.
Il MER (Marketing Efficiency Ratio) va oltre queste problematiche, andando a misurare l’effettivo ritorno sulla spesa pubblicitaria considerando il fatturato totale e non il fatturato visibile sui report di piattaforma.
La sua formula è molto semplice:
MER = Fatturato / Spesa pubblicitaria
nMER = Fatturato nuovi clienti / Spesa pubblicitaria
rMER = Fatturato clienti di ritorno / Spesa pubblicitaria delle attività di up/cross-sell
Grazie a questa metrica, si potrà rispondere a domande come:
Non sarebbe più utile sapere qual è il costo di acquisizione per un nuovo cliente, piuttosto che sapere qual è il costo per acquisto da piattaforma? Allo stesso modo, non sarebbe più utile sapere quanto di più costa ri-convertire e/o fidelizzare un cliente?
CAC, nCAC e rCAC ci aiutano proprio in questo. Ecco le formule:
CAC = Spesa pubblicitaria / Numero di acquisti totali
nCAC = Spesa pubblicitaria / Numero di acquisti provenienti da nuovi clienti
rCAC = Spesa pubblicitaria delle attività di up/cross-sell / Numero di acquisti provenienti da clienti di ritorno
Anche in questo caso, ecco alcune domande da porsi:
L’average order value, ovvero il valore medio di ogni ordine, è una metrica molto conosciuta. Anche in questo caso, limitarsi a quello che ci mostra la piattaforma è riduttivo.
Andare a esaminare i risultati di business ci può aiutare a capire meglio il comportamento di acquisto degli utenti.
Per farlo è necessario misurare l’AOV sia per i nuovi clienti che per i clienti di ritorno. Quindi:
nAOV = Fatturato nuovi clienti / nuovi clienti
rAOV = Fatturato clienti di ritorno / Clienti di ritorno
Come in precedenza, andiamo a capire a quali domande rispondono queste metriche:
In definitiva, l’attuale scenario impone a chi fa advertising di riconsiderare le modalità di analisi della propria attività.
Unire le metriche di piattaforma e le metriche di business mette luce su aspetti che, concentrandosi sulle piattaforme, verrebbero completamente ignorati e che possono risultare fondamentali per:
Potenzialmente, si potrebbe notare che anche se la piattaforma presenta un -10% sul ROAS, le ottimizzazioni hanno portato un impatto positivo sul MER. In questo articolo abbiamo visto solamente tre metriche che si ottengono ponendo l’attenzione sul business e non solo sulla piattaforma. Ovviamente, le metriche ottenibili sono molte di più. Il limite è la volontà di scavare a fondo.
© 2026 Cerved Group S.p.A. u.s.
Via dell’Unione Europea n. 6/A-6/B – 20097 San Donato Milanese (MI) – REA 2035639 Cap. Soc. € 50.521.142 – P.I. IT08587760961 – P.I. Gruppo IT12022630961 - Azienda con sistema qualità certificato da DNV – UNI EN ISO 9001:2015