Google ha rilasciato in Beta una delle funzionalità più attese per Google Analytics 4: Analytics Advisor, un assistente conversazionale basato su intelligenza artificiale che trasforma radicalmente il modo in cui interagiamo con i dati di analytics. Distribuito gradualmente da dicembre 2025, questo strumento rappresenta l'integrazione più significativa di AI nella piattaforma dalla sua introduzione.
Analytics Advisor è alimentato dai modelli Gemini di ultima generazione e si presenta come un pannello conversazionale accessibile tramite un'icona dedicata nell'angolo superiore destro dell'interfaccia GA4, oppure attraverso la barra di ricerca selezionando "Chiedi ad Analytics Advisor".
L'esperienza è progettata per essere completamente conversazionale: gli utenti possono porre domande in linguaggio naturale come farebbero con un collega analista, ricevendo risposte immediate accompagnate da visualizzazioni, grafici e collegamenti diretti ai report pertinenti.
La caratteristica distintiva di questo strumento è la sua natura "agentica", termine con cui Google indica che non si tratta di un semplice FAQ chatbot. Analytics Advisor analizza attivamente i dati specifici della property GA4 su cui si sta lavorando, esegue analisi personalizzate e fornisce insight contestualizzati alla situazione del singolo business. Quando un utente chiede "Come sta andando il mio sito?", l'AI non fornisce una risposta generica ma esamina i dati storici, confronta le performance recenti con i benchmark passati e identifica trend significativi specifici per quella property.
Le capacità di Analytics Advisor coprono diverse tipologie di esigenze analitiche. Per domande generiche ad alto livello lo strumento fornisce panoramiche sintetiche ma complete, ideali per briefing rapidi o check pre-meeting.
Quando invece le domande diventano più specifiche, come "Mostrami il trend degli utenti attivi negli ultimi trenta giorni segmentati per canale", l'assistente genera visualizzazioni dettagliate con grafici interattivi.
Una delle funzionalità più interessanti riguarda le analisi diagnostiche del tipo "perché". Se un analista nota un calo improvviso delle conversioni e chiede "Perché il revenue totale è diminuito il primo agosto?", Analytics Advisor non si limita a confermare il dato ma esegue un'analisi dei key driver, identificando quali segmenti, canali o comportamenti degli utenti hanno contribuito maggiormente alla variazione. Questo tipo di analisi causale richiede normalmente ore di lavoro manuale su GA4, mentre l'assistente AI la produce in pochi secondi.
L'aspetto educativo è altrettanto rilevante. Per chi sta ancora imparando a navigare GA4, domande come "Come creo un'audience personalizzata?" o "Come collego la mia property a Google Ads?" ricevono risposte step-by-step con istruzioni dettagliate che guidano l'utente attraverso l'interfaccia. Analytics Advisor può anche leggere le configurazioni della property, rispondendo a query operative come "Qual è il mio Measurement ID?" oppure "Quanti data stream ho attivi?".
Come ogni tecnologia AI in fase Beta, Analytics Advisor presenta alcune limitazioni che è importante conoscere. Attualmente la funzionalità è disponibile esclusivamente per property GA4 configurate con lingua inglese, sebbene Google abbia confermato piani di espansione verso altre lingue nei prossimi mesi. I primi test condotti dalla community di analisti hanno evidenziato che mentre le domande generiche e le query diagnostiche funzionano molto bene, le analisi particolarmente avanzate su dimensioni personalizzate complesse possono produrre risposte meno accurate.
Il comportamento "non esecutivo" dell'assistente va compreso correttamente: quando si chiede di creare un'audience o configurare una conversione, Analytics Advisor non esegue l'azione direttamente ma fornisce istruzioni dettagliate su come procedere. Questo approccio mantiene il controllo completo nelle mani dell'utente ma significa che non si tratta di un vero agente autonomo capace di modificare configurazioni.
Come tutti i sistemi basati su LLM, anche Analytics Advisor può occasionalmente generare risposte imprecise o poco rilevanti, fenomeno noto come "allucinazione" dell'AI. Google raccomanda di utilizzare i pulsanti feedback (pollice su/giù) per segnalare questi casi e migliorare progressivamente il sistema. La regola d'oro rimane quella di validare sempre con analisi manuali le risposte dell'AI prima di prendere decisioni strategiche importanti, specialmente su temi come budget allocation o modifiche sostanziali alla strategia di marketing.
L'introduzione di Analytics Advisor rappresenta un'opportunità concreta per rendere i dati più accessibili. La possibilità di ottenere risposte immediate a domande come "Quali sono stati i risultati della campagna di dicembre?" o "Da dove arrivano i nostri utenti migliori?" permette a team marketing, commerciali e direzione di verificare autonomamente l'andamento delle metriche principali senza attendere report periodici.
Tuttavia, gli strumenti AI eccellono nell'analisi descrittiva di base, ma la creazione di valore strategico richiede competenze più profonde. Comprendere quali metriche monitorare per il proprio specifico business, costruire sistemi di attribuzione personalizzati, integrare Google Analytics con CRM e dati offline per una visione completa: queste attività necessitano di esperienza strategica e capacità di tradurre i numeri in decisioni concrete.
La vera differenza sta nella qualità dell'infrastruttura sottostante. Se il tracking presenta lacune, se il Consent Mode è mal configurato o se gli eventi non seguono una nomenclatura coerente, Analytics Advisor amplificherà questi problemi invece di risolverli. Affidarsi a un partner consulenziale che garantisca solidità tecnica, correttezza della raccolta dati e validazione periodica diventa ancora più critico nell'era dell'AI, perché permette di sfruttare appieno questi strumenti con la certezza che gli insight generati siano affidabili e azionabili.
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