L’Osservatorio Procedure e Liquidazioni di Cerved ha rilevato a fine 2025 un ulteriore picco di liquidazioni giudiziali e controllate (procedure concorsuali gravi): +10,6% rispetto allo stesso periodo del 2024 (10.171 casi in totale contro 9.196). Dati che fotografano una situazione di crescente difficoltà per il sistema imprenditoriale italiano, in particolare per le aziende con meno di 10 anni e nei settori Costruzioni (+22,5%), Elettromeccanica (+35,2%), Prodotti Intermedi (+23,8%), Carburanti, Energia, Gas e Utility (+26,3%). E l’aumento non riguarda solo le procedure concorsuali gravi, ma tutti gli strumenti di composizione delle crisi introdotti nel 2022 dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza ad eccezione delle liquidazioni in bonis.
Infatti, secondo l’analisi di Cerved, la tech company che fornisce segnali predittivi unici che semplificano la complessità per una crescita del business distintiva e sostenibile, le procedure alternative sono cresciute del +39,8% nel 2025 rispetto al 2024 (2.177 casi contro 1.557). In particolare, le misure cautelari protettive sono risalite nel quarto trimestre dopo il calo nel terzo, chiudendo il 2025 con 822 attivazioni (+26,8% rispetto al 2024), i concordati preventivi hanno segnato +65,1%, risultando lo strumento in maggiore ascesa, e anche gli accordi di ristrutturazione dei debiti sono cresciuti del 42,9% su base annua. In controtendenza, invece, le liquidazioni volontarie (in bonis): -24,3% nel 2025 rispetto al 2024 (92.072 casi contro 121.561). Dopo la crescita anomala del 2024, causata da una disposizione del MIMIT per lo scioglimento di più di 24.000 società cooperative non più attive, nel 2025 i dati scendono persino al di sotto del livello del 2023 (106.191 casi).
Fonte: Cerved
La situazione più critica tra i comparti industriali riguarda le Costruzioni, con 2.109 fallimenti pari a +22,5% nel 2025 rispetto al 2024 (a cui si associano 268 procedure concorsuali, +25,2%). Seguono Elettromeccanica (+35,2%), Prodotti Intermedi (+23,8%), Carburanti, Energia, Gas e Utility (+26,3%), Informazione, Comunicazione e Intrattenimenti (+22,5%), Logistica e Trasporti (+11,9%).
Fonte: Cerved
Nel commercio, i fallimenti sono aumentati soprattutto nella Distribuzione Alimentare Moderna (+18,1%), nel Dettaglio Specializzato Mobili (+8,2%) e nel Dettaglio Abbigliamento, Calzature e Pelletteria (+7,5%). Nei Servizi, spiccano Alberghi (+30,3%), Operatori Logistici (+28,9%), Servizi di Pulizia (+38,3%), Servizi Informatici e Software (+20,9%) e Consulenza Societaria (+17,3%),
A livello geografico, l’andamento delle procedure concorsuali gravi nel 2025 è molto differenziato: il Centro Italia registra l’incremento più elevato (+16,5%), ben al di sopra della crescita media nazionale (+10,6%), dovuto in particolare al Lazio (+30,9%). L’aumento del Nord Est (+12%) è invece trainato dall’Emilia Romagna (+34,5%), regione con il maggior tasso di crescita. Nel Sud spiccano gli aumenti di Calabria (+24%) e Puglia (+13,1%). In controtendenza, invece, il Veneto (-3,3%), la Toscana (-1,7%) e la Sicilia (-10%).
Gli shock sistemici avvenuti negli ultimi 5 anni hanno reso molto difficile l’ambiente economico per le imprese più giovani e meno strutturate: quelle con meno di 5 anni d’età, infatti, hanno visto passare le procedure concorsuali gravi dal 9,2% del 2024 al 14,2% del 2025, con un incremento del 71% nei casi aperti. Anche nelle aziende che hanno tra i 5 e i 10 anni sono cresciuti del 14,6%, mentre i dati sono in calo nelle imprese più mature (oltre 25 anni).
Fonte: Cerved
Fonte: Cerved
Nel 2025 crescono del +39,8% anche le altre procedure concorsuali, tra cui i nuovi strumenti di composizione delle crisi introdotti nel 2022 dal Codice della Crisi d’Impresa e d’Insolvenza. In particolare, le misure cautelari protettive registrano un +26,8% nel 2025 rispetto al 2024 (882 attivazioni), tornando a salire nel quarto trimestre dopo il calo registrato nel terzo. I concordati preventivi aumentano del +65,1%, risultando lo strumento in maggiore ascesa, gli accordi di ristrutturazione dei debiti crescono del +42,9% su base annua.
Fonte: Cerved
I procedimenti unitari, anch’essi introdotti dal Nuovo Codice della Crisi d’Impresa nel 2022, nel 2025 si sono mantenuti su livelli elevati con 2.879 casi, +4,9% rispetto al 2024: l’incremento del quarto trimestre (+12,5%), con il massimo storico trimestrale di casi (861), ha infatti fatto risalire il risultato totale, che nel secondo e terzo trimestre era diminuito del -3,6% e del -4,9% rispetto agli stessi periodi del 2024.
Fonte: Cerved
Scendendo più nel dettaglio a livello geografico, nel 2025 l’aumento dei procedimenti unitari ha riguardato i due terzi delle Regioni, con crescite importanti per Lazio (236 casi, + 49,4%), Puglia (109, +51,4%), Campania (302, +22,8%), Piemonte (204, +22,2%), Emilia-Romagna (269, +9,3%), mentre in controtendenza risultano Lombardia (472 casi, pari al 16,4% dei totale Italia e tuttavia in calo del -4,5%) e Sicilia (322 casi, l’11,2% del totale Italia, ma in diminuzione del -25,8%).
Anche per i procedimenti unitari, l’Edilizia risulta il settore con più episodi (282, +6% rispetto al 2024), seguita dalle Società immobiliari (166 casi, +2,5%) e Ristorazione (146, +2,1%).
Fonte: Cerved
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