Methodological Note
Il Report trimestrale macroeconomico fotografa un’economia globale che continua a crescere, il PIL mondiale è atteso al +2,9% nel 2026, in continuità con il 2025, ma in un contesto di incertezza elevata, alimentata dalle tensioni geopolitiche e dal ritorno delle pressioni sui prezzi dell’energia. L’Asia resta il motore della crescita, con la Cina in linea con il target del 5% e l’India vicina all’8%, mentre gli Stati Uniti rallentano senza segnali recessivi e l’Area Euro consolida una ripresa ancora debole, sostenuta dalla stabilizzazione dell’economia tedesca.
Per l’Italia, il PIL è atteso accelerare al +0,9%, trainato dagli investimenti del PNRR, dalla graduale ripresa industriale e dal contributo delle esportazioni. L’inflazione risale al 3,0%, spinta dai prezzi energetici e dalle pressioni importate, per poi rientrare gradualmente, mentre il mercato del lavoro si conferma solido, con la disoccupazione in discesa al 5,4%.
I rischi, però, aumentano guardando al 2027. La probabilità di recessione tecnica stimata per l’Italia sale al 42% (dal 34% di aprile), la più alta tra le economie analizzate, davanti all’Area Euro (30%) e agli Stati Uniti (15%): pesa soprattutto la conclusione del PNRR, in assenza di una spinta compensativa della domanda privata.
L’approfondimento di questo numero è dedicato alla Germania: attraverso tre scenari (ripresa, stagnazione e marcato peggioramento) il Report misura come la debolezza strutturale dell’economia tedesca, principale mercato dell’export italiano, possa trasmettersi alla crescita dell’Italia lungo i canali commerciali e le catene europee del valore.
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