Il marketing funnel è il modello strategico che descrive il percorso attraverso cui un potenziale cliente passa dalla prima presa di consapevolezza fino alla decisione d'acquisto. Il termine "funnel" (imbuto, in italiano) richiama la forma di questo percorso: ampio nella parte alta, dove si trovano tutti coloro che potrebbero diventare clienti, progressivamente più stretto man mano che ci si avvicina alla conversione. Mappare i contenuti su questo percorso significa costruire una strategia editoriale coerente, rilevante e orientata ai risultati: ogni fase ha il suo pubblico, il suo stato di consapevolezza e i suoi formati più efficaci.
Per le aziende che vogliono produrre contenuti in modo strategico, conoscere le caratteristiche di tutte le fasi del marketing funnel consente di pianificare l’attività content con criterio, allocare le risorse in modo intelligente e misurare i risultati in relazione agli obiettivi reali di business.
Il funnel marketing - o imbuto d’acquisto - si articola tradizionalmente in tre fasi principali, spesso indicate con le sigle inglesi TOFU, MOFU e BOFU, acronimi rispettivamente di:
Ciascuna fase ha un obiettivo specifico, un pubblico con caratteristiche peculiari e un insieme di formati editoriali più o meno adatti.
Nella fase alta del funnel si trovano tutte le persone che non conoscono ancora il brand o che stanno iniziando a esplorare un tema per rispondere a un bisogno che hanno appena riconosciuto. Non stanno cercando una soluzione specifica: sono alla ricerca di informazioni, orientamento e risposte a domande generali.
L'obiettivo dei contenuti TOFU non è vendere, ma fare in modo che il nome della tua azienda sia trovato e che lasci una prima impressione positiva. In questa fase, è importante che il brand venga presentato come una fonte autorevole e utile, capace di intercettare i needs e i pain points degli utenti.
I formati più efficaci in questa fase sono quelli ad alta accessibilità e ampia distribuzione:
L'obiettivo è intercettare l'intenzione di ricerca informativa - quella di chi cerca sul web "come funziona l’rc auto" o "cosa sono le garanzie accessorie" se, ad esempio, siamo una compagnia assicurativa - e offrire contenuti che rispondano in modo chiaro, utile e non autoreferenziale.
Un errore comune in questa fase è produrre contenuti TOFU che parlano molto del brand e troppo poco dei problemi e dubbi del target di riferimento. Chi si trova nella parte alta del funnel non è ancora pronto a leggere di prodotti o servizi: vuole capire, orientarsi, imparare. I contenuti che funzionano in questa fase sono quelli che mettono al centro le domande reali dei consumatori.
Nella fase intermedia del funnel si trovano le persone che hanno già identificato un problema o un bisogno e stanno valutando le possibili soluzioni. Conoscono il brand ma non hanno ancora preso una decisione. Stanno confrontando, approfondendo, cercando ragioni per fidarsi.
L'obiettivo dei contenuti MOFU è costruire credibilità e dimostrare competenza. In questa fase il marchio deve fare un passo avanti rispetto alla semplice informazione: è necessario mostrare perché è il partner giusto, attraverso contenuti che combinano profondità, specificità e valore concreto per il potenziale cliente.
I formati più efficaci in questa fase sono quelli che richiedono un maggiore livello di coinvolgimento:
La newsletter merita un cenno particolare: è uno degli strumenti più strategici nella fase MOFU perché consente di mantenere un contatto diretto e continuativo con un pubblico che ha già espresso interesse, coltivando la relazione nel tempo.
In questa fase, la qualità dei contenuti conta molto più della quantità. Un case study ben costruito, che ad esempio mostra in modo concreto come l’azienda ha affrontato e risolto un problema rilevante per il target, vale più di dieci articoli qualitativamente inferiori. Il contenuto MOFU è quello che trasforma un lettore occasionale in un contatto qualificato.
Nella fase bassa del funnel si trovano le persone che sono pronte a prendere una decisione ma che hanno ancora bisogno di una conferma finale. Hanno già valutato le opzioni disponibili, conoscono il brand, e si trovano in quella fase delicata in cui l'ultimo elemento di fiducia, o l'ultima esitazione, può fare la differenza tra la conversione e l'abbandono del funnel di acquisto.
L'obiettivo dei contenuti BOFU è rimuovere le ultime resistenze e facilitare il passo finale. In questa fase i contenuti devono essere concreti, specifici e orientati alla riassicurazione: il potenziale cliente non ha bisogno di ulteriori informazioni generali, ma di elementi che confermino che sta per fare la scelta giusta.
I formati più efficaci sono quelli ad alto valore probatorio:
Anche le Call To Action (CTA) giocano un ruolo centrale e devono essere dirette, visibili e coerenti con il momento decisionale del potenziale cliente. Un contenuto BOFU efficace accompagna verso la conversione. Aiuta il potenziale cliente a trovare la conferma che stava cercando e rende il passo successivo più semplice e naturale.
Conoscere le tre fasi del funnel è il primo passo. Il secondo è tradurre questa comprensione in un piano editoriale strategico, che copra tutte le fasi in modo bilanciato e risponda alle reali intenzioni di ricerca del target.
Il concetto di intento di ricerca (search intent) è qui fondamentale. Ogni query che un utente digita su un motore di ricerca esprime un bisogno specifico:
Mappare i contenuti sulle intenzioni di ricerca significa costruire una presenza editoriale che intercetta il target nel momento giusto, con il messaggio giusto.
Nella pratica, costruire un piano di contenuti funnel-oriented richiede tre passaggi:
Il panorama della ricerca online sta attraversando una trasformazione profonda. L'introduzione delle AI Overview da parte di Google e la diffusione dei Large Language Model (LLM) come strumenti di ricerca e consultazione stanno ridisegnando le regole del gioco per chi produce contenuti digitali. In questo contesto, la logica del funnel acquisisce una rilevanza ancora maggiore.
I contenuti TOFU, quelli che rispondono a domande generali e informative, sono i più esposti all'impatto delle AI Overview, che tendono a sintetizzare e restituire direttamente le risposte senza necessità di clic. Questo non significa che i testi informativi perdano valore, ma che devono essere costruiti con un livello di profondità e originalità sufficiente a emergere anche in questo nuovo contesto, diventando fonti citate dagli LLM piuttosto che semplicemente indicizzate dai motori di ricerca tradizionali.
I contenuti MOFU e BOFU, al contrario, sono strutturalmente più resistenti a questa trasformazione. Un case study che documenta un risultato reale, una guida comparativa costruita sull'esperienza diretta, una testimonianza autentica di un cliente: questi contenuti hanno un valore insostituibile che i modelli di intelligenza artificiale non riescono ancora a fornire, proprio perché nascono da un'esperienza concreta e da una relazione reale. In un panorama in cui i contenuti generici sono sempre più contesi, investire sulla qualità e sull'autenticità delle fasi intermedie e basse del funnel diventa una scelta strategica tanto sul piano editoriale quanto su quello della visibilità digitale.
In conclusione, costruire una strategia di Content Marketing pensata per tutte le fasi del marketing funnel significa smettere di produrre contenuti in modo generico e iniziare a progettare ogni pezzo editoriale in funzione di chi lo leggerà, in quale momento del percorso d'acquisto e con quale obiettivo. È un approccio che richiede metodo e una visione di lungo periodo e che produce risultati più solidi, misurabili e duraturi rispetto a un approccio basato sulla sola visibilità.
Se desideri strutturare una strategia di Content Marketing capace di presidiare ogni fase del funnel d’acquisto con contenuti rilevanti e orientati agli obiettivi del tuo business, il team di Pro Web Digital Consulting può supportarti nella definizione di un piano editoriale su misura, data-driven e allineato al tuo target.
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