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23 giugno 2026

ChatGPT diventa una piattaforma pubblicitaria: che cosa cambia?

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Fino ad ora ChatGPT è stato uno strumento per scrivere, riassumere e ottenere risposte. Da febbraio 2026 è anche qualcosa di nuovo: una piattaforma pubblicitaria. È un cambiamento che vale la pena capire fin da subito, perché apre un canale che non assomiglia né alla ricerca su Google né ai social, e che nei prossimi mesi diventerà sempre più rilevante anche per il mercato europeo.

Che cosa è successo

Il 9 febbraio 2026 OpenAI ha avviato negli Stati Uniti la sperimentazione degli annunci dentro ChatGPT. La pubblicità viene mostrata agli utenti adulti che hanno effettuato l'accesso sui piani gratuiti e sul piano Go, mentre i piani a pagamento come Plus, Pro, Business ed Enterprise restano senza annunci.

C'è un punto importante per la fiducia degli utenti: gli annunci compaiono sotto la risposta, sempre chiaramente etichettati come "Sponsored", e non influenzano in alcun modo il contenuto della risposta. ChatGPT elabora prima la sua risposta, poi un sistema separato decide se mostrare un annuncio pertinente. La qualità della risposta resta indipendente da chi paga.


Annunci pubblicitari su ChatGPT: come funzionano e perché sono diversi da quelli Google e Meta

La differenza più rilevante rispetto a Google e Meta è il targeting. Qui non si comprano parole chiave: gli annunci vengono selezionati in base al contesto della conversazione e, se l'utente ha attivato la personalizzazione, alla cronologia delle chat e alla memoria. In pratica l'annuncio appare quando ciò che la persona sta cercando di decidere coincide con l'offerta dell'inserzionista.

Questo cambia la natura del momento pubblicitario. Chi usa ChatGPT spesso non sta facendo una ricerca veloce, ma sta ragionando: confronta opzioni, chiede consigli, valuta una scelta. È un pubblico in modalità ricerca, con un'intenzione più profonda di quella che una query da poche parole riesce a esprimere.

I formati oggi disponibili sono due:

  • un carosello di prodotti per lo shopping, con integrazione del checkout tramite Etsy e Shopify;
  • un banner conversazionale in cui l'utente può porre domande direttamente a ChatGPT sul prodotto pubblicizzato.

A giugno 2026 è stata aggiunta anche la possibilità di caricare un feed prodotti per generare gli annunci in automatico, senza costruirli uno a uno.



I numeri che contano

La vera notizia è la velocità con cui questo canale sta crescendo. Il prodotto pubblicitario di ChatGPT ha raggiunto i 100 milioni di dollari di fatturato annualizzato in meno di due mesi dal lancio, un ritmo che non si vedeva dai tempi dell'arrivo di TikTok.

Allo stesso tempo, oggi è un channel premium e selettivo. Gli annunci compaiono indicativamente una volta ogni cinque conversazioni, i costi per clic si collocano sopra la media della ricerca su Google e l'accesso iniziale è stato riservato a inserzionisti con impegni di spesa elevati.

Inoltre, da maggio 2026 esiste un gestore self-serve di OpenAI con offerte a clic e a impressione, ma l'accesso ampio è ancora in fase di rilascio.


Che cosa c’è da aspettarsi?

È bene avere aspettative realistiche. Si tratta ancora di un pilota controllato, non di una piattaforma matura:

  • il reporting è limitato;
  • i controlli di targeting e di brand safety sono in evoluzione;
  • chi oggi si aspetta la precisione di Google o Meta rimarrà deluso.

Quello che il canale offre, per l'inserzionista giusto, è un vantaggio da first mover: la possibilità di imparare prima degli altri come funziona uno spazio destinato a contare molto.


Dove siamo e perché riguarda anche l’Online Advertising

Per ora il canale è attivo negli Stati Uniti. Ma notizia delle ultime ore è che ha iniziato a dare alle aziende del Regno Unito l'accesso anticipato a un Ads Manager self-serve per ChatGPT. In Italia non è ancora disponibile ma la direzione è chiara.

Nel frattempo, i competitor d'oltreoceano stanno già accumulando dati su quali conversazioni convertono e quali messaggi funzionano. Quando il canale si aprirà anche nel nostro paese, chi non avrà fatto i compiti partirà da zero.

La roadmap prevede inoltre, entro la fine del 2026:

  • la possibilità di caricare liste di clienti di prima parte;
  • di fare retargeting verso gli utenti che hanno avuto conversazioni rilevanti senza poi convertire.

È un'evoluzione che avvicinerà progressivamente questo canale alle logiche di performance che già conosciamo.


Che cosa possiamo fare concretamente?

Tre azioni concrete hanno valore a prescindere da quando deciderai di entrare su questo canale:

  1. lavora sulla chiarezza del tuo posizionamento, così che un sistema AI possa descriverti in modo corretto;
  2. cura le landing page, in modo che proposta di valore, prove e prezzo siano comprensibili in pochi secondi;
  3. rafforza la misurazione delle conversioni, sapendo che inizialmente il reporting di piattaforma sarà essenziale.