Esposizione province al rischio geopolitico
Un punteggio da 0 a 10 misura l’esposizione dei territori italiani combinando il peso degli scambi con il Medio Oriente e l’intensità delle tensioni internazionali. Tra poli energetici, manifattura e nicchie del Made in Italy emergono geografie del rischio molto diverse.
I risultati mostrano anzitutto che l’esposizione più elevata si concentra in una doppia direttrice:
Nelle 32 province che hanno ottenuto un punteggio d’impatto tra 8 e 10, i comparti più ricorrenti nell’interscambio sono le macchine, affiancate da prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio, petrolio greggio e metalli non ferrosi e preziosi. Sul fronte delle importazioni prevalgono invece i beni energetici e gli intermedi chimici, mentre sull’export dominano meccanica e specializzazioni manifatturiere ad alto valore aggiunto.
Le province che presentano il massimo livello di esposizione complessiva (pari a 10 su 10) risultano essere: Rovigo, Messina, Siracusa, Cagliari, Pavia, Savona, Ancona, Genova, Massa-Carrara, Roma e Vibo Valentia.
1. Tra i territori più rilevanti in termini di dimensione economica spicca soprattutto Roma, che è di gran lunga la provincia con il maggior numero di imprese tra quelle più esposte (88.530) e anche quella con il fatturato più elevato (535,4 miliardi di euro), con un punteggio totale pari a 10. In questo caso, il peso dell’interscambio con il Medio Oriente si articola su due assi molto diversi:
Accanto a Roma emergono per massa economica Bologna (17.873 imprese e 98,4 miliardi di euro di fatturato), Napoli (43.556 imprese e 84,8 miliardi), Firenze (17.451 imprese e 78,8 miliardi), Bergamo (20.731 imprese e 74,6 miliardi) e Vicenza (17.073 imprese e 69,9 miliardi). In queste province il rischio non è trainato tanto dalle commodities, quanto dalla presenza di filiere manifatturiere fortemente integrate con i mercati mediorientali.
2. Sul versante energetico, i casi più netti sono quelli di Rovigo, Messina, Siracusa, Cagliari, Pavia e Savona.
3. In alcuni casi la geografia delle province e il rischio geopolitico si sovrappongono a specializzazioni produttive tipiche del Made in Italy.
4. Accanto ai grandi numeri, si rilevano alcune nicchie particolarmente significative.
La lettura complessiva, dunque, è duplice. Da un lato il Medio Oriente pesa sulle province italiane più esposte come area di approvvigionamento strategico, soprattutto per greggio, gas e raffinati. Dall’altro, rappresenta anche un mercato di sbocco rilevante per produzioni ad alto valore aggiunto, dove l’esposizione è il riflesso di una forte competitività internazionale. In questo senso, il punteggio complessivo non va interpretato a come una classifica di territori “deboli”, ma come una mappa della dipendenza commerciale da un’area geopoliticamente sensibile: uno strumento utile per distinguere tra i rischi legati alla sicurezza energetica e quelli che riguardano la tenuta dell’export e delle catene del valore.
MAPPA DI ESPOSIZIONE GEOPOLITICA – IMPORT - EXPORT ´[In rosso le province più impattate]
L’analisi si basa su un indicatore sintetico (PUNTEGGIO DI ESPOSIZIONE GEOPOLITICA) che misura il grado di esposizione delle economie provinciali italiane al rischio geopolitico internazionale. In particolare, l’indicatore combina il peso degli scambi commerciali con i Paesi del Medio Oriente sul totale del commercio di ciascuna provincia con un indice riconosciuto a livello internazionale che misura l’intensità delle tensioni geopolitiche: Geopolitical Risk (GPR) Index, l’indice di rischio geopolitico elaborato da Caldara e Iacoviello. In questo modo è possibile cogliere non solo quanto un territorio sia esposto verso determinate aree, ma anche quanto queste siano caratterizzate da instabilità. Accanto al dato più recente, è stata costruita anche una misura di medio periodo basata sull’andamento degli scambi commerciali osservati tra il 2014 e il 2025, utile a inquadrare l’evoluzione dell’esposizione nel tempo. I risultati vengono infine espressi attraverso un punteggio sintetico su scala da 0 a 10, così da consentire un confronto immediato tra territori e rendere più agevole la lettura dei risultati.
Esposizione province al rischio geopolitico
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