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29 luglio 2026

Osservatorio Bilanci 2025

Cresce la solidità delle imprese, rallentano ricavi e redditività

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Nel 2025 le imprese italiane rallentano la crescita di ricavi e redditività, con margini sotto pressione e quasi una società su cinque in perdita. Nonostante il contesto meno favorevole, migliorano solidità patrimoniale, liquidità e sostenibilità finanziaria

Le imprese italiane affrontano una fase di rallentamento economico con fondamentali finanziari più robusti. Dopo il forte recupero seguito alla pandemia, il 2025 segna una crescita più contenuta di fatturato e margini, accompagnata da un calo della redditività. Allo stesso tempo, però, continua il rafforzamento della struttura patrimoniale e della liquidità aziendale. È quanto emerge dall'Osservatorio Bilanci 2025, basato sull'analisi di 180 mila bilanci depositati nel 2026.


Crescita in rallentamento e margini sotto pressione

Nel 2025 i ricavi delle imprese italiane aumentano dell'1,7%, rispetto al +2,4% del 2024, mentre il valore aggiunto cresce del 3,7%, contro il +5,6% dell'anno precedente. La discesa dei prezzi delle materie prime ha contribuito a contenere i costi operativi, ma non è bastata a compensare il rallentamento della domanda. La crescita si conferma inoltre sempre più selettiva: il 43,9% delle aziende non registra incrementi di fatturato, mentre la quota di imprese con una crescita superiore al 10% scende al 32,7%, in netto calo rispetto al 45,5% del 2023.

Nonostante la riduzione del costo delle materie prime, la marginalità risente dell'aumento del costo del lavoro. Nel 2025 gli occupati continuano infatti a crescere, contribuendo a comprimere i margini operativi. L'EBITDA margin si riduce dal 9,4% al 9,1%, mentre aumenta la quota di aziende con margine operativo lordo negativo, salita al 15,5% dal 13% del 2023. Le costruzioni registrano il peggioramento più marcato, risentendo della fine degli incentivi governativi, mentre energia e utility restano il comparto più redditizio.

Redditività in calo ma più patrimonializzazione

La redditività delle imprese continua a diminuire. Il ROE mediano scende dal 10,7% al 9,5%, mentre il ROA passa dal 7% al 6,5%. Le piccole imprese mantengono i livelli più elevati di rendimento del capitale, mentre le microimprese mostrano il deterioramento più significativo. Anche la capacità di generare utili si indebolisce: quasi un'impresa su cinque (19,6%) chiude il 2025 in perdita, in aumento rispetto al 18,5% dell'anno precedente.

Tra gli elementi positivi emerge la riduzione del costo del debito, sceso dal 4,6% al 4% grazie alla politica monetaria espansiva avviata dalla BCE dalla metà del 2024. Anche l'incidenza degli oneri finanziari sul fatturato diminuisce. Prosegue inoltre il rafforzamento patrimoniale delle imprese italiane: il rapporto tra patrimonio netto e attivo raggiunge il 39,3%, in forte crescita rispetto al 33,3% del 2023. Migliora anche la liquidità corrente, che sale da 1,48 a 1,61, segnalando una maggiore capacità di far fronte agli impegni di breve termine.

Imprese più resilienti

L'Osservatorio evidenzia un sistema produttivo che cresce meno rispetto al recente passato e registra una riduzione della redditività, ma che al tempo stesso appare più solido dal punto di vista finanziario. Patrimonializzazione più elevata, minore costo del debito e maggiore liquidità rappresentano fattori chiave di resilienza in un contesto economico caratterizzato da crescita moderata e persistenti elementi di incertezza.


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