Osservatorio Start up innovative 2025
Prosegue anche nel 2025 il calo delle startup innovative in Italia, un trend iniziato nel 2022 dopo la forte crescita registrata tra il 2017 e il 2021 (+69%). Secondo l’Osservatorio Startup Innovative di Cerved, le nuove iscrizioni al Registro delle Imprese sono scese da 2.027 nel 2024 a 1.986 nel 2025, mentre il numero complessivo di startup innovative si è attestato a 11.820 unità, in diminuzione del 2,7% rispetto all’anno precedente e del 19% rispetto al picco raggiunto nel 2021. L’andamento 2017-2025 mostra chiaramente la traiettoria del fenomeno ora in contrazione. Ciò è dovuto a un irrigidimento degli standard competitivi, a una selezione naturale delle iniziative meno sostenibili, a dinamiche macroeconomiche più complesse e a un contesto di funding nazionale ancora sottodimensionato.
Accanto alla riduzione numerica, emerge una crescente concentrazione sia settoriale che geografica. Oggi il 61% delle startup innovative opera nei servizi informatici e nello sviluppo software, mentre il 13% è attivo nella ricerca e sviluppo; la restante quota è distribuita tra numerosi altri comparti. Rispetto al 2024 emergono dinamiche eterogenee: il settore dei software cresce (+99 unità), mentre comparti come portali web (-18) e consulenza ICT (-42) si contraggono. Il dominio del digitale rischia di comprimere la capacità del sistema di generare innovazione in ambiti ad alto impatto industriale, tecnologico e scientifico: la scarsa presenza di startup in settori come energia, materiali avanzati, agroalimentare tech o deeptech può rappresentare un limite nello sviluppo di questi settori.
Anche dal punto di vista territoriale il fenomeno è fortemente concentrato. La distribuzione geografica nel 2025 è fortemente sbilanciata al Nord (circa 56%), trainato dalla Lombardia (31%) e in particolare da Milano (23%). Il Centro conta solo per il 20%, con Roma al secondo posto tra le province, mentre il Sud e le Isole pesano per il 25% circa, con Napoli, Bari e Salerno in testa. Anche il confronto con il 2024 conferma la polarizzazione: il 58% delle nuove startup è nato al Nord (30% in Lombardia, 8,4% in Emilia-Romagna, 6,4% in Piemonte e 6,1% in Veneto), nel Centro spicca il Lazio (13,2% contro l’11,6 del 2024), mentre al Sud subisce un forte calo la Campania, dall’11% al 6% di nuove iscrizioni. Tra le dieci province più dinamiche troviamo Milano, Torino, Bergamo, Genova, Brescia, Roma, Bologna, Napoli, Bari, Catania.
Resta inoltre limitata la presenza femminile nei ruoli di leadership. Nel 2025 le startup con almeno una donna in posizione decisionale sono il 23% del totale, mentre le amministratrici delegate rappresentano circa il 17%: questi livelli sono in linea con quelli del 2020 dopo la crescita registrata fino al 2023. In questo contesto, l’ecosistema italiano appare oggi meno esteso rispetto al passato, ma sempre più specializzato e orientato verso le tecnologie digitali avanzate.
Osservatorio Start up innovative 2025
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