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La babele del titolare effettivo per l’antiriciclaggio

Conoscere il titolare effettivo di un’impresa è utile non solo in vista di rapporti commerciali con aziende che non si conoscono a fondo, ma anche in ottica antiriciclaggio.

La verifica del titolare effettivo è tra i segnali più frequentemente utilizzati per segnalare il rischio di infiltrazioni criminali nelle compagini societarie.

Ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera pp) del Decreto 231, il titolare effettivo è “la persona fisica o le persone fisiche, diverse dal cliente, nell’interesse della quale o delle quali, in ultima istanza, il rapporto continuativo è instaurato, la prestazione professionale è resa o l’operazione è eseguita”.

Un primo elemento che emerge chiaramente dalla definizione del legislatore è il fatto che il titolare effettivo sia una persona fisica. La ricerca del titolare effettivo non si può fermare, quindi, ad una società, trust o altri tipi di enti, dovendo proseguire fino all’individuazione di una persona fisica secondo i criteri previsti dalla legge.

Il Decreto 231 detta uno specifico percorso a “scalare”, che impone l’applicazione dei criteri nello stesso ordine previsto dalla norma. Infatti se l’applicazione del primo criterio risulti infruttuosa, si passa al secondo criterio, fino ad arrivare, in ultimo, all’applicazione del criterio residuale (il quale consente di identificare come titolari effettivi i soggetti titolari di poteri di rappresentanza legale, amministrazione o direzione del cliente).

Il Covid ha infatti reso le imprese più vulnerabili al rischio di infiltrazioni criminali: nel primo semestre 2021 risultano in aumento le segnalazioni di operazioni sospette (+32,5%) ricevute dalla Uif (Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia). 

La verifica del titolare effettivo è uno dei segnali più utilizzati dagli istituti bancari e dalle imprese in ottica antiriciclaggio. Infatti, le complesse strutture societarie rappresentano spesso un escamotage per nascondere identità e attività sospette. In materia di antiriciclaggio il titolare effettivo è sempre stato centrale, e il suo ruolo fondamentale è stato ulteriormente rafforzato dal nuovo testo del D.Lgs. n. 231-2007 e dal D.Lgs. n.125 del 2019.

Ma cosa si intende esattamente quando si parla di titolare effettivo delle imprese e delle società? Perché è importante identificarlo? Quali sono le modalità per individuarlo e chi ha l’obbligo di farlo? Vediamolo insieme.

Chi è il titolare effettivo?

Per la normativa antiriciclaggio 2019, il titolare effettivo è la persona fisica per conto della quale è realizzata un’operazione e nel caso di entità giuridica, le persone fisiche che possiedono o controllano tale entità che ne risultano beneficiari.

Il titolare effettivo è sempre presente per legge. Nel caso di un’entità giuridica, si tratta della persona fisica – o delle persone fisiche – che, possedendo suddetta entità, ne sono beneficiarie.

Secondo la normativa antiriciclaggio, la non individuazione di queste persone può essere un indicatore di rischio.

Per tutte le suddette entità giuridiche il titolare effettivo dovrebbe, quindi, poter essere individuato.

Perché è fondamentale individuarlo

Nella disciplina in materia di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo, la raccolta di informazioni accurate e aggiornate sul titolare effettivo riveste una fondamentale importanza per risalire ad attività illecite  che potrebbero nascondersi dietro strutture societarie

Titolare effettivo antiriciclaggio: come si individua

Sono tre i criteri per individuare il titolare effettivo che si applicano a cascata: se il primo criterio non dà risultati si passa al secondo e poi al terzo.
  • Il primo criterio è quello dell’assetto proprietario: in pratica, vengono individuati i titolari effettivi quando una o più persone detengono una partecipazione superiore al 25% del capitale societario. Se questa percentuale di partecipazione societaria è controllata da un’altra entità giuridica non fisica, è necessario risalire la catena proprietaria fino a trovare il titolare effettivo.
  • Il secondo criterio per l’individuazione di questa figura è quello del controllo: chi è la persona, o il gruppo di persone, che tramite il possesso della maggioranza dei voti o vincoli contrattuali esercita maggiore influenza all’interno degli shareholders? Questo criterio è fondamentale nel caso in cui non si riuscisse a risalire al titolare effettivo con l’analisi dell’assetto proprietario.
  • Infine il terzo metodo, ossia quello del criterio residuale, la novità più rilevante introdotta nell’ultimo aggiornamento amministrativo: esso stabilisce che se non sono stati individuati i titolari effettivi con i precedenti due criteri, quest’ultimo vada individuato in colui che esercita poteri di amministrazione o direzione della società.

Cerved, ha analizzato 2,8 milioni di imprese attive (con esclusione delle ditte individuali per cui si suppone che il titolare effettivo coincida con il titolare della ditta), e ha individuato 2,3 milioni di titolari effettivi con il criterio dell’assetto proprietario (>25%) e altri 500mila con il criterio residuale.

Chi fornisce i dati sul titolare effettivo?

I dati sul titolare effettivo dovrebbero essere forniti direttamente dai clienti e comunque verificati. L’iter è il seguente: La banca chiede al cliente chi è/sono i titolari effettivi e verifica le informazioni ricevute con il riscontro di una fonte attendibile esterna (Cerved ad esempio).

In caso contrario i professionisti possono accedere a registri, elenchi e/o documenti pubblici.
All’atto pratico solitamente, nel caso in cui la prestazione professionale venga richiesta da una persona fisica (ditta individuale), è a quest’ultima che viene riconosciuto il ruolo di titolare effettivo per un tema di antiriciclaggio: sono infatti rari i casi di ditte individuali amministrate da terzi.
Nel caso invece in cui la richiesta venga fatta da una società, solitamente si ricorre alla dichiarazione rilasciata ad esempio dall’amministratore delegato che, sotto la propria responsabilità, individua il titolare effettivo. Il dato va comunque verificato.

Obbligo di astensione

In caso d’impossibilità oggettiva di individuare le generalità del titolare effettivo, il professionista deve astenersi dall’eseguire la prestazione professionale e le operazioni (art. 42 c. 1) e valuta le circostanze al fine di eseguire una segnalazione di operazione sospetta all’UIF, ai sensi dell’art. trentacinque.

Chi ha l’obbligo di verificare il titolare effettivo?

Secondo l’art 3 del DL 21/11/2007 n. 231, modificato dal DL del 04/10/2019 n. 125 Articolo 1, sono molteplici i soggetti che hanno l’obbligo di individuare il titolare effettivo.


Con la riforma del 2017 è stato creato, in una sezione apposita del Registro delle imprese, ovvero un Registro specifico sui titolari effettivi che tiene conto di una definizione più ampia di titolare effettivo. Si tratta del c.d. “Registro dei titolari effettivi” che rappresenta un bacino di informazioni al quale il soggetto obbligato agli adempimenti antiriciclaggio (ma non solo) può attingere per l’espletamento dei propri obblighi di adeguata verifica.

Il termine per la prima Comunicazione al Registro delle imprese dei dati e delle informazioni relativi alla titolarità effettiva delle imprese dotate di personalità giuridica e delle persone giuridiche private tenute all’iscrizione nel Registro delle persone giuridiche private era stato inizialmente fissato dalla bozza del decreto interministeriale (MEF – MISE) entro il 15 marzo 2021. Tuttavia il decreto attuativo MEF-MISE non è stato ancora emanato, facendo slittare nuovamente i termini.

Inoltre, in recepimento alla V Direttiva Antiriciclaggio dell’Unione Europea, il D.lgs. 125/2019 ha previsto disposizioni normative volte a definire, come atteso da tempo, il registro dei titolari effettivi di società e trust. Anche in questo caso, ancora oggi mancano i decreti attuativi.

La ricerca del titolare effettivo diventa globale e interconnessa

Antiriciclaggio e finanziamento del terrorismo sono tematiche che valicano i confini nazionali e comunitari. Avere informazioni accurate e aggiornate sul titolare effettivo in Italia e all’estero è fondamentale per comprendere e segnalare il rischio di infiltrazioni criminali nelle compagini societarie.

Ma chi controlla i titolari effettivi in Europa?

Attualmente i controlli vengono effettuati dai governi locali e centrali e dalle agenzie tributarie che si occupano di evasione ed elusione fiscale. Tuttavia, per le autorità anti riciclaggio e anti corruzione, nonostante l’importanza dei controlli, sapere chi sono i titolari effettivi in Europa non è semplice.

Ad oggi non esiste un registro delle imprese centralizzato e interconnesso. Esistono registri nazionali, diversi tra loro per informazioni depositate, pubblicità, costi e modalità di accesso che non sono collegati tra loro.

I big data al servizio dell’antiriciclaggio

Le norme antiriciclaggio hanno lo scopo di impedire l’ingresso di risorse di origine criminale nel sistema economico. Intercettando e ostacolando proventi di reato, il sistema antiriciclaggio contribuisce a reprimere attività illecite. Per la sua capacità di individuare e ricostruire condotte illecite criminali, l’antiriciclaggio costituisce anche un importante strumento per contrastare il finanziamento del terrorismo.


Le banche, le finanziarie e gli altri soggetti obbligati devono sottoporre ad adeguata verifica il cliente, la sua struttura operativa, i soggetti definiti come esecutori operativi o come titolari effettivi. Innanzi tutto è necessario un riconoscimento anagrafico, l’individuazione del ruolo, il riscontro dei dati tramite una fonte affidabile ed indipendente.


Ma questo non è sufficiente: il D.lgs 90 del 2017 pone infatti particolare enfasi sul riscontro dei dati al fine di individuare la rete di relazioni tra i soggetti nella cui opacità si annidano i rischi maggiori e di più difficile rilevazione.


Ma come individuare correttamente queste trame di relazioni e monitorare costantemente l’evoluzione nel tempo? Con le tecnologie dei big data

Individuare il titolare effettivo di un’impresa con i grafi

Come abbiamo visto, per adempiere alle normative antiriciclaggio, è necessario individuare il titolare effettivo di un’impresa. A seconda della struttura societaria (l’impresa fa parte o meno di un gruppo, i livelli di controllo, le persone coinvolte), individuare il titolare può essere un’operazione semplice oppure un’operazione molto complessa. La prima cosa non affatto scontata è avere la certezza di disporre di tutte le informazioni utili per individuare il titolare effettivo; una volta che si sono raccolte tali informazioni, è necessario interpretare le connessioni e fare calcoli che tengono conto della struttura della rete.

Con l’utilizzo dei grafi Cerved ha realizzato, un algoritmo che individua la persona che controlla l’azienda verificando tutte le imprese e le persone collegate sia direttamente sia indirettamente tra le oltre 100 milioni di connessioni di cui si compone il Business Network italiano.
Vediamo qualche numero:

La figura sopra riportata indica che su 148 milioni di relazioni, ricoprono la figura del titolare effettivo 3,8 milioni di persone. Riuscire a determinare il titolare effettivo con tempi così rapidi ha permesso a Cerved di poter erogare un servizio e un valore di qualità, praticamente impossibile senza l’uso di una tecnologia a grafi.


Infatti, secondo gli archivi ufficiali di Cerved, in Italia sono attive 3,6 milioni di imprese. Attorno a queste aziende ruotano 148 milioni di relazioni: 8,4 milioni di individui detengono quote societarie e 3,8 milioni di soggetti sono identificati come titolari effettivi (le persone che esercitano l’effettivo controllo dell’impresa).

Rispettare la normativa antiriciclaggio è un impegno complesso.
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