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Storia di una azienda da sempre attenta alla sostenibilità

Oggi intervistiamo Cesare Battaglia, Ceo di SILC SPA che ci racconta come l’azienda, da sempre attenta alla sostenibilità, ha volontariamente redatto il Bilancio di Sostenibilità e richiesto una valutazione ESG.

Le imprese che richiedono una valutazione ESG hanno maggiori opportunità con banche e consumatori perchè attraggono risorse finanziarie ed investono in sostenibilità. Da una analisi di Cerved Rating Agency, risulta che le aziende più allineate alla sostenibilità sono potenzialmente anche quelle meno rischiose

Oggi intervistiamo Cesare Battaglia, Ceo di SILC SPA che ci racconta come l’azienda, da sempre attenta alla sostenibilità, ha volontariamente redatto il bilancio di sostenibilità e richiesto una valutazione ESG.

Il processo che ha portato SILC SPA alla valutazione ESG, ha avuto benefici sia per l’accesso al credito sia per consolidare e divulgare l’attenzione dell’azienda alla sostenibilità.

S.I.L.C (Società Italiana Lavorazione Cellulosa) è un’azienda italiana fondata nel 1972 che opera nel settore dei prodotti per l’igiene. La gamma di prodotti S.I.L.C comprende l’incontinenza per adulti, assorbenti igienici per donna, salviettine umidificate, prodotti per la cura della persona, pannolini per bambini e dispositivi medici. S.I.L.C si distingue per il design, la ricerca e lo sviluppo di prodotti innovativi che soddisfano le esigenze dei consumatori.

Quali sono le motivazioni che vi hanno portato ad affrontare un percorso di valutazione delle vostre performance di sostenibilità e quali sono le vostre aspettative in merito?

La prima considerazione è di natura storica: le imprese importanti del passato (come Olivetti, Fiat, ecc.) si sono sempre preoccupate di prendere dal territorio e, come dovere morale, di restituire al territorio. Un tempo i concetti di sostenibilità, di rispetto della persona e dei suoi bisogni erano dettati da un tipo di struttura aziendale paternalista. L’impresa interveniva dove lo stato era carente oppure anticipava le richieste del mercato e delle persone. Ritornando a Olivetti, che per me è stato un modello importante, l’azienda è riuscita ad innovare introducendo in azienda psicologi, attuando un monitoraggio costante per assicurare il benessere della persona e per farla crescere aziendalmente.

La generazione di imprenditori che operava seguendo un’etica, è stata sostituita da manager che guardano più ai conti economici. La persona è sempre stata al centro del lavoro e al centro dell’ambiente. S.I.L.C. nasce come azienda familiare, quindi con un certo tipo di sensibilità verso i temi ambientali e sociali. Quindi è naturale che l’azienda sia attenta all’utilizzo responsabile delle risorse che si annoverano tra le non rinnovabili e allo smaltimento dei rifiuti. Rimango convinto che le imprese non possono prescindere dall’applicare i concetti di sostenibilità.

Perché le tematiche di sostenibilità sono per voi importanti e in quale modo impattano sul vostro business?

La tutela dell’ambiente è uno dei problemi con i quali la nostra società ormai non può fare a meno di confrontarsi. Consapevole di ciò, SILC è da anni che promuove iniziative in questa direzione, perpetrando scelte eticamente rilevanti come quella di utilizzare energia che proviene solamente da fonti rinnovabili, o di utilizzare solamente acqua da pozzo per non gravare sull’acquedotto locale. Già nel 2003, quando abbiamo creato i reparti cosmetici, abbiamo evitato il più possibile l’utilizzo di sanificanti cercando di andare verso sistemi di sterilizzazione, ottenendo un abbattimento delle cariche batteriche in maniera naturale e non con l’utilizzo di sanificanti che creano problemi di smaltimento, nonché la creazioni di ceppi resistenti di difficile rimozione.

Ciò testimonia che siamo sempre stati attenti all’ambiente. SILC produce anche pannolini assorbenti per l’igiene della persona.  Allo stato attuale questo è un prodotto che inquina e che crea problemi di smaltimento. In tal senso la nostra ricerca quotidiana punta a trovare nuove vie per ridurre l’impatto che i nostri prodotti hanno sull’ambiente. In ultimo, ciò che recentemente ci ha dato un’ulteriore spinta in questa direzione è il mondo finanziario: le banche, soprattutto quelle estere, hanno iniziato a valutare positivamente le aziende che si dotano di modelli ESG che abbassano il rischio finanziario. Questo insieme di considerazioni ci ha portato a sottoporci a una valutazione ESG.

Come conciliate le tematiche di sostenibilità con il vostro business e come le integrate?

Abbiamo creato una linea più sostenibile chiamata Trudi Baby Care, ma il mercato non ha premiato questa scelta. Talvolta il prodotto troppo naturale non ha le stesse performance di prodotti che contengono delle componenti di sintesi, già testate, che non creano problemi alla pelle e/o fenomeni allergici. Al momento, la nostra attenzione alla sostenibilità trova feedback positivi più dal mondo finanziario che dal consumatore.

La sostenibilità è un argomento dal quale non si può prescindere almeno per la nostra azienda. Infatti poniamo molta attenzione sulla ricerca di materie prime compostabili, sempre tenendo ben presenti le esigenze del consumatore. Teniamo quindi monitorato il mercato delle materie prime, il mercato dei prodotti, cercando di intuire le esigenze dei consumatori e tenere fede ai comportamenti etici ereditati dalla prima generazione aziendale.

Avete una risorsa specializzata che si occupa di sostenibilità?

Attualmente non abbiamo una figura che segue l’aspetto ESG aziendale. Abbiamo quindi cercato all’interno del team tecnico, sia di sviluppo prodotto sia di gestione degli impianti e tecnologie, di portare avanti principi di sostenibilità. L’educazione alla sostenibilità è fondamentale; abbiamo un programma di formazione che è trasversale a tutte le funzioni, che attualmente comprende anche le tematiche di sostenibilità. La formazione diventa sempre più fondamentale e avviene utilizzando sia docenti interni che esterni.

Per la prima volta abbiamo redatto il bilancio di sostenibilità e proseguiremo in questo percorso. Stiamo lavorando anche sul marketing e la comunicazione, per dare al mercato la corretta percezione del percorso che stiamo facendo.

Ringraziamo Cesare Battaglia, Ceo di SILC SPA.

Sapevi che…

La comunicazione delle informazioni non finanziarie sul Piano europeo è un tema rilevante che risponde all’esigenza della comunità degli investitori di disporre del maggior numero possibile di dati ed effettuare le proprie valutazioni di rischio su una base solida di informazioni confrontabili. Solo il 32% ha pubblicato degli indicatori qualitativi di performance ESG con numeri ancora più bassi se legate alla riduzione di emissioni di inquinanti in atmosfera.

Per maggiori informazioni contattaci!