PNRR, Parco Agrisolare: incentivi per impianti fotovoltaici di imprese agricole ed agroindustriali

Il MIPAAF (Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali) ha recentemente pubblicato il Regolamento Operativo recante le modalità di presentazione delle domande di accesso al bando “Parco Agrisolare”, insieme alle specifiche relative alle spese ammissibili e alla documentazione da presentare.

Obiettivo

La misura, finanziata dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sostiene l’acquisto e l’installazione di impianti fotovoltaici su edifici ad uso produttivo del settore agricolo, zootecnico ed agroindustriale, ed eventuali interventi di riqualificazione per migliorare l’efficientamento energetico.

Incentivo e beneficiari del Bando Parco Agrisolare

La misura offre un contributo a fondo perduto in conto capitale di intensità variabile dal 30% al 70%,in base al settore di attività e al luogo di realizzazione dell’investimento.

Possono presentare domanda di agevolazione gli imprenditori agricoli, in forma individuale o societaria, le imprese agroindustriali e le cooperative agricole che svolgono attività agricola (ex art 2135 c.c), con codice Ateco ammesso (Allegato B del Decreto).

Interventi necessari ammessi all’agevolazione

Il Bando Parco Agrisolare incentiva l’installazione di impianti fotovoltaici, con potenza di picco non inferiore a 6 kWp e non superiore a 500 kWp, da realizzare sui tetti di fabbricati strumentali all’attività agricola, zootecnica e agroindustriale. Sono ammessi solo impianti fotovoltaici di nuova costruzione e realizzati con componenti di nuova costruzione.

Per le aziende agricole di produzione primaria e le imprese attive nel settore della trasformazione di prodotti agricoli, gli impianti fotovoltaici sono ammissibili agli aiuti se l’obiettivo è quello di soddisfare il fabbisogno energetico dell’azienda e se la loro capacità produttiva non supera il consumo medio annuo combinato di energia termica ed elettrica dell’azienda agricola, compreso quello familiare (decreto ministeriale del 14/7/2022).

Interventi facoltativi

Oltre alla realizzazione di impianti fotovoltaici, i beneficiari potranno eseguire uno o più dei seguenti interventi di riqualificazione ai fini del miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture:

rimozione e smaltimento dell’amianto dai tetti;

-realizzazione dell’isolamento termico dei tetti in ragione delle specifiche destinazioni produttive del fabbricato, anche ai fini del benessere degli animali;

-realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto mediante tetto ventilato e camini di evacuazione dell’aria.

Spese ammesse al Bando Parco Agrisolare

Sono ammissibili spese per:

-acquisto e posa di moduli fotovoltaici, inverter, software di gestione, ulteriori componenti di impianto, fino a un limite massimo di 1.500 € Kwp;

sistemi di accumulo (acquisto e installazione di batterie di accumulatori, di dispositivi hardware e software connessi) nel limite massimo di 50.000 euro;

-installazione di dispositivi di ricarica elettrica per la mobilità sostenibile e per le macchine agricole, fino ad un limite di 15.000 euro;

fornitura e messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi;

costi di connessione alla rete;

progettazione, asseverazioni e altre spese professionali, elaborazione e presentazione dell’istanza, direzione lavori e collaudi qualora, tali interventi, siano presentati da soggetti esterni all’impresa.

La spesa massima ammissibile per singolo progetto pari a 750.000 euro nel limite massimo di 1 milione di euro per singolo soggetto beneficiario.

Modalità e termini di presentazione della domanda

Sarà possibile inviare domanda di agevolazione, mediante piattaforma informatica del soggetto attuatore GSE (Gestore Servizi Energetici), a partire dalle ore 12:00 del 27 settembre 2022 e fino alle ore 12:00 del 27 ottobre 2022. I progetti devono essere avviati successivamente alla data di presentazione della domanda.

Dotazione finanziaria

Le risorse finanziarie disponibili per gli anni dal 2022 al 2026 ammontano a 1,5 miliardi di euro, a valere sui fondi del PNRR – Missione 2 Rivoluzione verde e transizione ecologica” – Componente 1 “Agricoltura sostenibile ed economia circolare” – Investimento 2.2, e sono così ripartite:

-una quota di risorse pari a 1,2 miliardi di euro è destinata alla realizzazione di interventi nel settore della produzione agricola primaria;

-una quota di risorse pari a 150 milioni di euro è destinata alla realizzazione di interventi nel settore della trasformazione di prodotti agricoli in agricoli;

-una quota pari a 150 milioni di euro è destinata alla realizzazione degli interventi nel settore della trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli e alle altre imprese.

Vedi Allegato A, Tabelle 1A/2A/3A del Decreto.

Riserva dedicata alle imprese del Sud-Italia

La misura prevede inoltre che una riserva, pari ad almeno il 40% delle risorse complessive, sia destinata al finanziamento di progetti da realizzare nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

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Intelligenza Artificiale, Machine Learning e Predictive Analytics: nuove frontiere del Marketing

Dall’advertising, alla domotica fino, ormai, alle attività di routine di tutti i giorni. L’intelligenza artificiale (IA) e i processi di machine learning sono entrati da qualche tempo nelle nostre vite. Oggi è prassi comune rivolgersi a un assistente vocale e registrare un memo per ricordarsi di comprare un prodotto, telefonare a un amico oppure molto più semplicemente, impostare una sveglia per il mattino seguente. Tutti questi usi basici sono solo un granello dell’universo, variegato, composto da intelligenza artificiale e processi di machine learning. Soprattutto in ambito marketing.

Definizione di Intelligenza Artificiale

Il Parlamento Europeo definisce l’Intelligenza Artificiale (IA) “come l’abilità di una macchina di mostrare capacità umane quali il ragionamento, l’apprendimento, la pianificazione e la creatività”. Secondo Google, “l’intelligenza artificiale è lo studio di come rendere le macchine intelligenti o capaci di risolvere i problemi così come possono le persone”.

In sostanza quindi, l’intelligenza Artificiale permette ai sistemi di capire il proprio ambiente, mettersi in relazione con quello che percepisce e risolvere problemi, e agire verso un obiettivo specifico. Quindi: il computer riceve i dati, li processa e risponde. I sistemi di IA sono capaci di adattare il proprio comportamento analizzando gli effetti delle azioni precedenti lavorando in autonomia.

Il Machine Learning

Il machine learning, definisce la Treccani, è “la branca dell’Intelligenza Artificiale che si occupa dello sviluppo di algoritmi e tecniche finalizzate all’apprendimento automatico mediante la statistica computazionale e l’ottimizzazione matematica”. Fondamentalmente, l’apprendimento automatico è un nuovo modo di creare sistemi di risoluzione dei problemi.

Come usare IA e ML per le strategie di Search Marketing

Le grandi aziende del settore Tech, Google in primis, utilizzano ormai in maniera pervasiva le nuove tecnologie. In particolare, nel settore del Search Advertising (sia SEA che SEO) l’addestramento di intelligenze artificiali ha permesso di migliorare in modo evidente le performance delle campagne.

L’IA è in grado di intervenire su tre grandi fronti: comprensione delle parole chiave, ottimizzazione della strategia di offerta e ottimizzazione delle conversioni.

Comprensione delle parole chiave

Gli algoritmi di Machine learning consentono agli strumenti di comprendere le query degli utenti non più a livello sintattico, ma livello semantico, riconoscendo le entità a cui fanno riferimento e mostrando risultati pertinenti. Ad esempio, Google è in grado di comprendere che “caldaia a condensazione” e “caldaia murale 24Kw” rappresentano la stessa famiglia di prodotti, riducendo la necessità di inserire moltissime parole chiave per ciascun gruppo di annunci per le campagne Google Ads, e consentendo a chi si occupa di ottimizzare i contenuti lato SEO di avere performance legate alla vera qualità dei contenuti.

Risultati “caldaia a condensazione”:

Risultati “caldaia murale 24Kw”:

Ottimizzazione della strategia di offerta e ottimizzazione delle conversioni

La semplificazione dei gruppi di annunci porta alla potenziale automatizzazione della strategia di offerta, in quanto Google Ads prende in considerazione i segnali dati dall’utente (ricerche passate, località, interessi, ecc.) in modo da comprenderne gli intenti e aumentare la probabilità di conversione. Questo approccio, associato alla supervisione di un consulente esperto, che interviene con attività di fine tuning sulle offerte, può massimizzare le performance di una campagna e abbassare sensibilmente i costi di conversione, liberando budget per ulteriori investimenti o altre attività.

Algoritmi predittivi: come utilizzarli per vedere nel futuro

Una delle tematiche costanti, per tutti i business, è la necessità di prevedere quali saranno gli interessi dei nostri clienti nel prossimo futuro. Questo in modo da giocare d’anticipo sui concorrenti e conquistare asset strategici prima ancora che esista una vera concorrenza.

La necessità si esprime anche nel Search Marketing. Per presidiare in anticipo keyword importanti e consolidare una strategia di visibilità può portare grandi vantaggi, sia in termini di esposizione che di conversioni.

Al momento, non esistono strumenti gratuiti in grado di fornire previsioni affidabili sull’evoluzione dei mercati, ma esistono strumenti custom in grado di fornire previsioni affidabili sui trend.

Come funziona un Algoritmo Predittivo

Un algoritmo predittivo, per semplificare, analizza un set di dati, normalmente molto grande e con una buona estensione temporale. Da qui ne estrae trend che possono essere ulteriormente approfonditi, cercando di scartare il rumore di fondo legato alle grandi quantità di dati.

In particolare, i trend estratti devono avere un buon intervallo di confidenza e devono avere una buona probabilità di crescita nel tempo.

I trend estratti possono poi essere confrontati con i dati storici a disposizione. Da questi confronti, possono nascere delle predizioni, utilizzabili successivamente.

Immagine tratta da https://insightsoftware.com/blog/top-5-predictive-analytics-models-and-algorithms

Come trasformare gli algoritmi predittivi in strumenti di marketing

Uno degli obiettivi del marketing è quello di aiutare i reparti commerciali a vendere prodotti o servizi che intercettano le esigenze di un mercato. Da questo punto di vista, le predizioni degli strumenti previsionali possono essere utilizzate a diversi livelli.

Il primo livello, è quello di avviare dei test su contenuti costruiti a partire dai trend individuati. Se il contenuto genera dati interessanti in termini di traffico e qualità di navigazione, è possibile dedurre che eventuali prodotti o servizi correlati possano avere un buon successo.

Il secondo livello è quello di trasformare i dati dei trend, validati dai test, in linee di prodotti o servizi, o varianti di cataloghi esistenti. Questo in modo da rendere la propria offerta il più aderente possibile alle esigenze di un mercato in evoluzione costante.

Quindi, in che modo l’IA può aiutare a migliorare le attività di marketing?

Una via è quindi rappresentata dai nuovi strumenti e algoritmi personalizzati che utilizzano l’apprendimento automatico sia per aumentare traffico e conversioni, sia per prevedere l’evoluzione del mercato.

L’intelligenza artificiale e il machine learning stanno già aiutando a risolvere i problemi dei professionisti del marketing. Tuttavia, nonostante tutti i progressi e le applicazioni pratiche dell’IA, è solo l’inizio.

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La pianificazione finanziaria: meglio avere le idee chiare

Per approfondire il tema della pianificazione finanziaria e del business plan, scarica la Guida Cerved :”Come ti valutano le banche e i finanziatori”

La banca è interessata a conoscere i flussi finanziari della tua impresa e le informazioni che da essi derivano sono così importanti da poter condizionare il successo o il fallimento della richiesta di credito.

La pianificazione finanziaria

Lo strumento che ti consente di gestire correttamente la liquidità e di tenere sotto controllo le entrate e le uscite monetarie è la pianificazione finanziaria. Tramite questa attività verifichi se la tua impresa presenta:
● un equilibrio finanziario tra impieghi e fonti di capitale in modo che gli investimenti e le spese trovino la giusta copertura finanziaria;
● un equilibrio monetario tra entrate e uscite di cassa per mantenere la liquidità aziendale.

La pianificazione finanziaria può essere:
● a medio-lungo termine (3-5 anni);
● a breve termine (1 anno).

Per una pianificazione di medio-lungo periodo utilizza i bilanci previsionali, mentre nel breve ricorri ai budget di cassa mensili.

Presentati in banca con i conti già fatti

Richieste di credito finalizzate a un obiettivo preciso e supportate da una adeguata pianificazione finanziaria migliorano la tua possibilità di ottenere credito.

Se hai bisogno di un finanziamento per:
sviluppare l’attività;
recuperare un livello soddisfacente di redditività;
ristabilire una situazione di equilibrio finanziario;
sostenere un nuovo progetto;
trasferire risorse finanziarie ai soci;

presentati in banca con una corretta pianificazione finanziaria. Aiuta l’analista a conoscere la tua impresa, a capire come gestisci i flussi di pagamento e di incasso e che tipo di finanziamento ti serve nel breve, medio
e lungo periodo per raggiungere il tuo obiettivo.

Hai una nova idea da finanziare? Prepara il Business Plan

Per la banca deve essere chiaro chi sei, chi sono i tuoi soci, quale obiettivo stai perseguendo e con quali strategie, se partecipi al rischio con il tuo capitale, quali sono le necessità finanziarie e perché il finanziamento richiesto risulta fondamentale per lo sviluppo del progetto.

Il business plan è il documento principale che devi presentare in banca per accedere al credito.

Gli argomenti che devi sviluppare sono i seguenti:
● descrizione dei soggetti promotori e dell’impresa;
● sintesi del progetto;
● descrizione del prodotto o servizio;
● descrizione del mercato di riferimento;
● definizione delle strategie commerciali;
● descrizione dell’organizzazione dei fattori produttivi;
● analisi delle risorse finanziarie da investire nel progetto;
● proiezioni economico-finanziarie dell’impresa;
● analisi del momento in cui comincerai a guadagnare.

Per approfondire il tema della pianificazione finanziaria e del business plan, scarica la Guida Cerved :”Come ti valutano le banche e i finanziatori”

Clienti e fornitori: attenzione al rischio di credito

Scarica il terzo capitolo della Guida Cerved “Come ti valutano le banche e i finanziatori” e troverai tutte le risposte per impostare una adeguata credit policy.

Dopo anni caratterizzati da un minore ricorso da parte delle PMI al credito commerciale e da un progressivo miglioramento dei tempi di liquidazione delle fatture, l’emergenza Covid ha generato tensioni sulla liquidità aziendale, con inevitabili riflessi sulle abitudini di pagamento delle imprese e sul rischio di credito.

Nel contesto odierno la prevenzione e la gestione adeguata del rischio di credito assume una rilevanza sempre più centrale nell’ambito del business. Quindi, se ottimizzi la gestione del tuo portafoglio clienti in termini di scaduto, performance di pagamento, livello di esposizione, puoi tenere sotto controllo il rischio di credito commerciale.

Le azioni di un buon imprenditore

Un buon imprenditore o un buon responsabile amministrativo o finanziario:

Di seguito uno schema che descrive alcune azioni di credit policy che possono essere intraprese a seconda del grado di affidabilità del cliente:

Gioca d’anticipo

L’utilizzo di strumenti predittivi, ossia di analisi economico-finanziarie per la valutazione della solvibilità dei propri clienti, è fondamentale per anticipare problematiche e ridurre il rischio di insolvenza.

Gioca d’anticipo e utilizza un sistema di scoring per misurare il rischio di credito del singolo cliente e di tutto il portafoglio commerciale.

Una corretta gestione del processo di credito migliora la tua credibilità verso il sistema bancario.

Scarica il terzo capitolo della Guida Cerved “Come ti valutano le banche e i finanziatori” e troverai tutte le risposte per impostare una adeguata credit policy.

Sai parlare con le banche?

Scoprilo scaricando il primo capitolo della Guida Cerved “Come ti valutano le banche e i finanziatori”

Che linguaggio parlano banche e imprese?

Quando ti rivolgi alla banca per chiedere un finanziamento ti può capitare di presentarti con:

 ● un trend del fatturato altalenante;

● una conoscenza solo indicativa del tuo fabbisogno finanziario;

 ● una modesta patrimonializzazione;

 ● l’esigenza di rinegoziare il debito bancario in essere;

 ● una richiesta di credito per nuovi progetti o progetti già avviati.

Il più delle volte trovi:

● un difficile accesso al credito;

● una sempre maggiore richiesta di garanzie;

● una modesta valorizzazione del nuovo capitale immesso in azienda, considerato più una garanzia per ottenere il rimborso dei prestiti che un motivo per migliorare il merito di credito;

● la richiesta di maggiori informazioni qualitative e prospettiche.

In sintesi, hai difficoltà a dialogare con la banca e ad arrivare a un punto di incontro tra la tua necessità di finanziamento e l’esigenza della banca di disporre di sufficienti garanzie a rimborso del credito. Per uscire da questo impasse nel rapporto banca-impresa è necessario individuare al meglio i fabbisogni finanziari della tua impresa e presentarti in modo adeguato per facilitare il dialogo con gli interlocutori bancari.

Analogamente a quando ti presenti ad un potenziale cliente o fornitore, anche nei confronti della banca devi prima di tutto dimostrare di voler agire per la continuità aziendale, spiegare che l’azienda ha le risorse e le caratteristiche per stare sul mercato, che la proprietà crede nell’impresa e continuerà ad investire, che esistono competenze per la crescita e lo sviluppo dell’attività.

Quando chiedi credito la banca raccoglie informazioni quantitative che provengono principalmente dal bilancio.

L’istituto di credito può reperire anche informazioni qualitative, per esempio, dal tuo sito internet o dalle tue brochure commerciali, o da altri data-base che raccolgono informazioni sulle tue abitudini di pagamento.

Infine, la banca generalmente consulta le informazioni di carattere andamentale che riguardano i tuoi rapporti con il sistema bancario, la movimentazione dei tuoi conti, l’effettivo utilizzo dei fidi.

Che reputazione hai sul mercato?

Credibilità e trasparenza aiutano le imprese ad essere visibili in un mercato finanziario in rapida evoluzione, che favorisce le imprese in grado di autovalutarsi, di individuare i propri fabbisogni e di presentarsi in modo appropriato ai terzi finanziatori. Ti sei domandato che reputazione hai sul mercato? Clienti, fornitori e più in generale i terzi finanziatori si chiedono se sei affidabile, e tu cosa fai per dimostrarlo?

Prima negli Stati Uniti e, in seguito, in altri paesi sono nati dei sistemi che misurano la reputazione aziendale e che sono uti[1]lizzati in modo proficuo dalle imprese. Il tema della reputazione è fortemente innovativo per l’Italia e Cerved l’ha introdotto in Europa tramite la piattaforma di gestione della reputazione aziendale “MyCerved

In sintesi , il primo passo per instaurare un corretto dialogo con la banca è presentarti con il vestito della festa.

Leggi il primo capitolo della Guida “Come ti valutano le banche i finanziatori”.

Analizza il tuo bilancio sapendo cosa valuta la banca

Scarica il secondo capitolo della Guida Cerved “Come ti valutano le banche e i finanziatori” e troverai tutte le risposte per una corretta analisi di bilancio.

Conosci il tuo bilancio?

Analizzare il proprio bilancio sapendo su cosa si focalizzerà la banca può essere molto utile. Adottare strutture di bilancio in sintonia con le aspettative degli istituti di credito facilita il dialogo con la banca.

Quando chiedi un finanziamento, per favorire la comprensione dei tuoi dati economico-finanziari fornisci alla banca, oltre al bilancio, un’analisi che mostra la redditività e la struttura finanziaria della tua impresa.

L’equilibrio economico

Equilibrio finanziario ed equilibrio economico sono due componenti imprescindibili per rimanere sul mercato: una delle principali cause di default dell’impresa è la mancanza di liquidità necessaria per proseguire la propria attività e onorare i propri debiti.

Il documento da cui partire per l’analisi di bilancio è lo Stato Patrimoniale che generalmente viene suddiviso in 5 macro categorie. Le attività sono composte dalle immobilizzazioni e dall’attivo corrente o circolante, le passività dal patrimonio netto, dai debiti a medio lungo termine e dalle passività correnti. Diversi sono gli indicatori da calcolare per conoscere lo stato di salute della tua impresa.

Il Capitale Circolante Netto (CCN) è un margine di primaria importanza perché, se positivo, significa che la tua impresa è in grado di far fronte agli impegni a breve termine con attività liquide. Il CCN è costituito dalla differenza tra le attività correnti e le passività correnti, in altri termini da (rimanenze + liquidità immediate + crediti a breve termine) meno (debiti finanziari + debiti a breve termine).

La tua impresa è ben capitalizzata se per ogni 100 euro investiti in azienda, almeno 25 sono finanziati direttamente da te.

Calcola il tuo indice di indebitamento. Più l’indice cresce più l’impresa è indebitata.

Valori inferiori a 4 indicano una situazione ottimale.

Un valore particolarmente interessante è il Margine Operativo Lordo (MOL o EBITDA) che considera solo la gestione caratteristica dell’impresa e che si ottiene sottraendo al valore della produzione il costo della produzione, escludendo dal calcolo gli ammortamenti e le svalutazioni. L’indice così calcolato non tiene conto degli oneri e proventi finanziari, dei costi e ricavi straordinari e delle imposte.

Se sottrai dal MOL il valore degli ammortamenti, degli accantonamenti operativi e sommi il saldo di ricavi e oneri diversi ottieni il Margine Operativo Netto (MON o EBIT).

Sai quanto incidono i debiti bancari sulla gestione caratteristica (MOL)? Un valore di tre volte superiore al MOL indica carenza di risorse per rimborsare i prestiti.

Vi sono diversi altri indici da calcolare che sono spiegati nel secondo capitolo della Guida Cerved,

L’equilibrio finanziario

Come già detto, equilibrio finanziario e equilibrio economico sono strettamente correlati. I costi e i ricavi, infatti, sono misurati, rispettivamente, da uscite ed entrate finanziarie. Cosa significa valutare l’andamento economico del tuo business? Vuol dire calcolare l’ammontare dei costi e dei ricavi della tua attività e verificare che gli indici di redditività ad essi connessi forniscano dei risultati positivi.


Il MOL, già considerato in relazione alle voci dello Stato Patrimoniale, è uno dei più importanti indicatori perché misura la redditività della sola gestione caratteristica dell’impresa. Il rapporto tra MOL e fatturato indica il margine di guadagno per ogni unità di fatturato.

Puoi proseguire l’analisi della tua impresa attraverso il calcolo di altri indicatori di redditività come il ROE e il ROI che sono considerati tra i principali indici di bilancio utilizzati nel processo di valutazione del merito di credito da parte della banca.

Il ROE (Return on Equity) dice già molto a chi valuta il tuo merito di credito perché misura il rendimento del capitale proprio ed è dato dal rapporto tra l’utile netto d’esercizio e il capitale netto che hai conferito nella tua impresa.

Il ROI (Return On Investment) è un indice di redditività molto utilizzato che esprime, in termini percentuali, quanto rendono gli investimenti che hai fatto. Il confronto con il valore medio di settore e una analisi del trend dell’indice nel tempo è molto utile e, In generale, è auspicabile un valore positivo più elevato possibile.

Nel secondo capitolo della Guida Cerved sono presenti esempi di MOL e MON e un tool che ti consente di calcolare i principali indici del tuo bilancio.

Una volta analizzata la tua struttura economico-finanziaria, ti sei reso conto di come sei posizionato rispetto ad una “situazione ottimale di equilibrio”. Ma c’è un’altra grandezza fondamentale nel processo di valutazione della banca che è il cash flow o “flusso di cassa”.

Vi sono diverse modalità e diversi livelli di approfondimento per arrivare all’effettiva variazione di cassa. Partendo dall’analisi del conto economico, si potrebbe pensare che l’utile netto coincida con la cassa. In realtà, nella determinazione dell’utile incidono delle voci di carattere non monetario che effettivamente non generano un’uscita di liquidità dall’azienda.

Basti pensare all’acquisto di un macchinario, in cui il pagamento avviene normalmente per intero nell’anno di acquisto, ma troviamo dei riflessi di questa operazione per diversi anni in conto economico, sotto la forma degli ammortamenti, che non rappresentano un’uscita di cassa (che è avvenuta tutta nell’anno di acquisto), ma un allineamento contabile.

Il cash flow ti dà una prima indicazione sulla liquidità generata dalla tua attività. Leggendo il capitolo troverai un tool che ti consente di calcolare il tuo cash-flow.

Scarica il secondo capitolo della Guida Cerved “Come ti valutano le banche e i finanziatori” e troverai tutte le risposte per una corretta analisi di bilancio.

Sai parlare con le banche?

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Che linguaggio parlano banche e imprese?

Quando ti rivolgi alla banca per chiedere un finanziamento ti può capitare di presentarti con:

 ● un trend del fatturato altalenante;

● una conoscenza solo indicativa del tuo fabbisogno finanziario;

 ● una modesta patrimonializzazione;

 ● l’esigenza di rinegoziare il debito bancario in essere;

 ● una richiesta di credito per nuovi progetti o progetti già avviati.

Il più delle volte trovi:

● un difficile accesso al credito;

● una sempre maggiore richiesta di garanzie;

● una modesta valorizzazione del nuovo capitale immesso in azienda, considerato più una garanzia per ottenere il rimborso dei prestiti che un motivo per migliorare il merito di credito;

● la richiesta di maggiori informazioni qualitative e prospettiche.

In sintesi, hai difficoltà a dialogare con la banca e ad arrivare a un punto di incontro tra la tua necessità di finanziamento e l’esigenza della banca di disporre di sufficienti garanzie a rimborso del credito. Per uscire da questo impasse nel rapporto banca-impresa è necessario individuare al meglio i fabbisogni finanziari della tua impresa e presentarti in modo adeguato per facilitare il dialogo con gli interlocutori bancari.

Analogamente a quando ti presenti ad un potenziale cliente o fornitore, anche nei confronti della banca devi prima di tutto dimostrare di voler agire per la continuità aziendale, spiegare che l’azienda ha le risorse e le caratteristiche per stare sul mercato, che la proprietà crede nell’impresa e continuerà ad investire, che esistono competenze per la crescita e lo sviluppo dell’attività.

Quando chiedi credito la banca raccoglie informazioni quantitative che provengono principalmente dal bilancio.

L’istituto di credito può reperire anche informazioni qualitative, per esempio, dal tuo sito internet o dalle tue brochure commerciali, o da altri data-base che raccolgono informazioni sulle tue abitudini di pagamento.

Infine, la banca generalmente consulta le informazioni di carattere andamentale che riguardano i tuoi rapporti con il sistema bancario, la movimentazione dei tuoi conti, l’effettivo utilizzo dei fidi.

Che reputazione hai sul mercato?

Credibilità e trasparenza aiutano le imprese ad essere visibili in un mercato finanziario in rapida evoluzione, che favorisce le imprese in grado di autovalutarsi, di individuare i propri fabbisogni e di presentarsi in modo appropriato ai terzi finanziatori. Ti sei domandato che reputazione hai sul mercato? Clienti, fornitori e più in generale i terzi finanziatori si chiedono se sei affidabile, e tu cosa fai per dimostrarlo?

Prima negli Stati Uniti e, in seguito, in altri paesi sono nati dei sistemi che misurano la reputazione aziendale e che sono uti[1]lizzati in modo proficuo dalle imprese. Il tema della reputazione è fortemente innovativo per l’Italia e Cerved l’ha introdotto in Europa tramite la piattaforma di gestione della reputazione aziendale “MyCerved

In sintesi , il primo passo per instaurare un corretto dialogo con la banca è presentarti con il vestito della festa.

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Linkedin come strumento per la lead generation internazionale

Ad oggi LinkedIn è uno dei Database di profili professionali più voluminoso, a livello internazionale. Conta oltre 800 milioni di profili costantemente aggiornati ed è uno strumento imprescindibile per chi vuole sfruttare gli strumenti di networking per finalità di business development. Si tratta di un Social Network B2B in cui il Profilo dell’utente ripercorre l’esperienza professionale, il proprio background formativo, le certificazioni possedute e le iniziative a cui si prende parte. Inoltre, è possibile anche aprire una pagina dedicata a un’impresa. La presenza aziendale su LinkedIn aumenta la reputazione di un brand. Per questo, è essenziale strutturare un piano di comunicazione dedicato, sia a livello istituzionale – sulla Company Page – sia a livello commerciale – attraverso la Professional page.

La differenza tra una Company Page e una Professional Page su Linkedin

Per Company Page si intende la pagina aziendale, una vetrina utilissima sia verso i propri dipendenti, sia verso l’esterno. Questo spazio va utilizzato per rendere l’organizzazione più visibile agli occhi della comunità professionale. Come? Attraverso la pubblicazione di contenuti editoriali con taglio istituzionale. La company page permette di comunicare quali sono i valori aziendali e quali le novità e le iniziative che meritano di essere condivise.

Se è essenziale avere una vetrina aziendale, è altrettanto vero che LinkedIn è un luogo fatto da persone. Il network è al centro ed è fondamentale costruirlo in modo prospettico e strategico. Come? In base al ruolo che si ricopre e agli scopi professionali che si hanno. La Professional Page è il profilo professionale di una persona. Oltre a raccontare di cosa ci si occupa e di cosa ci si è occupati in passato, è opportuno circondarsi dei professionisti utili ai propri fini e comportarsi così da essere riconosciuti come autorevoli nel proprio campo.

Come utilizzare Linkedin per raggiungere clienti vicini e lontani?

Il network – La propria rete può essere definita partendo da Sales Navigator. Quest’ultimo mette a disposizione 32 filtri per individuare alla perfezione il target di riferimento. A titolo di esempio, è possibile effettuare una ricerca per ruolo, in tipologie di aziende specifiche con caratteristiche ben precise e circoscrivendo il territorio di riferimento. Tanto basta a comprendere le potenzialità di questo strumento. Una volta identificato il target, si può procedere a creare il proprio network aggiungendo i referenti corretti alla propria rete di contatti. Come detto, LinkedIn ha caratteristiche internazionali. Questo consente di lavorare sia sul proprio territorio di pertinenza, sia di estendere il proprio lavoro a territori inesplorati – che siano in Italia o all’Estero.

La lead GenerationUna volta costituita la propria rete di contatti, ci sono due modi affinché questa diventi produttiva:

La generazione di Lead, in questo modo, viaggerà su binari paralleli: una forma indiretta, attraverso le interazioni ai propri contenuti, e una forma diretta, attraverso i messaggi ad personam. Inoltre, l’approccio conversazionale consente – rispetto a una generazione lead massiva – di personalizzare al massimo i messaggi nei confronti dell’interlocutore specifico. LinkedIn mette, inoltre, a disposizione, sempre attraverso Sales Navigator e altri strumenti professionali come Smart Links, un vero e proprio CRM. Questo consente di monitorare l’andamento della generazione di contatti interessati e tracciarlo nel dettaglio.

Inoltre, la propria rete costituisce un asset sia per l’azienda che per il singolo professionista. È possibile instaurare rapporti professionali durevoli nel tempo e collaborazioni continuative, con persone che solo uno strumento digitale può farci conoscere con tanta semplicità.

Gli ambiti di applicazione del Social Selling

Seppur intuitivo, può essere utile contestualizzare quanto detto in linea teorica, attraverso esempi concreti di utilità. Un direttore commerciale può strutturare, attraverso LinkedIn, un piano di lavoro per la propria rete; entrare in contatto con Buyer e direttori commerciali nel proprio settore specifico e produrre opportunità da passare poi ai propri riferimenti territoriali. Un Export Manager può sfruttare questi strumenti per crearsi una Pipe di lavoro e iniziare a generare contatti con l’estero, senza dover necessariamente spostarsi fisicamente, almeno in una fase iniziale di seeding. Un Head Hunter può utilizzare questo sistema per creare la propria rete di potenziali candidati e contestualmente ricercare ed entrare in contatto con i responsabili HR delle loro future aziende.

Gli esempi appena descritti suggeriscono quanto sia ampio lo spettro di scopi che è possibile raggiungere con il cosiddetto Social Selling. Serve solo il metodo giusto e le risorse per poterlo fare.

Clicca qui per saperne di più!

Doppia materialità: cos’è e come funziona

I criteri Environmental, Social e Governance, ovvero gli ESG, sono i tre elementi strategici della sostenibilità, che oggi rappresenta la vera sfida per le imprese.

L’impiego dei criteri ESG e la loro piena integrazione nell’organizzazione dell’ impresa richiede un cambiamento importante della governance aziendale e influenza cultura, processi e management, nonché il modello di business adottato.

Oggi parliamo di doppia materialità, ovvero del primo passo per raggiungere la sostenibilità d’impresa.

Ma cos’è la materialità?

Se pensiamo al nuovo ruolo assunto dalla sostenibilità d’impresa, questo concetto si è evoluto e oggi parliamo di doppia materialità.

Secondo questa nuova prospettiva l’applicazione degli ESG crea rischi e opportunità che sono materiali secondo due punti di vista:

– quello finanziario,

– quello di impatto.

Come cita la Direttiva : «le aziende devono rendicontare su come i problemi di sostenibilità influenzano la loro attività e come impattano, dall’altra parte, anche sulle persone e sull’ambiente».

L’applicazione della materialità nella rendicontazione di sostenibilità, evidenzia e divulga gli impatti che vanno oltre quelli che sono finanziariamente materiali e avvantaggia le aziende supportando lo sviluppo sostenibile. Quindi:

Cosa significa in pratica?

Facciamo un esempio: una azienda, durante la sua attività può riscontrare problemi legati all’inquinamento atmosferico e alle emissioni di C02. Se l’azienda per produrre i propri prodotti utilizza combustibili fossili come petrolio o carbonio: dal punto di vista della materialità vi è un effetto negativo, allo sviluppo sostenibile dell’organizzazione. Gli stakeholders minacciati sono molteplici:

– la società civile in generale,

– le comunità locali,

– le istituzioni pubbliche,

– gli investitori, come quelli che devono tener conto degli impatti sulla sostenibilità dei loro portafogli di investimento a seguito del Regolamento UE sull’informativa di sostenibilità dei servizi finanziari ] .

Dal punto di vista finanziario le emissioni possono avere un impatto economico diretto sul:

– conto economico,

– sul rendiconto finanziario,

– sull’utile,

– sulla perdita,

 a causa delle spese legate alla violazione delle normative sull’inquinamento atmosferico.

Gli investitori sono in genere le parti interessate, ma anche i dipendenti e la società hanno interesse a conoscere gli impatti che possono influenzare la salute finanziaria dell’organizzazione.

In sintesi, un investitore può decidere di non finanziare un’azienda in base al volume di emissioni che può inserire nel proprio portafogli. La doppia materialità ha quindi un impatto diretto sulla capacità delle aziende di attrarre capitale o il costo che deve sostenere per accedere al capitale.

L’importanza che il principio di doppia materialità sta acquisendo a livello legislativo mette in evidenza i grandi cambiamenti che le aziende stanno affrontando e dovranno affrontare per effettuare un percorso sostenibile: il tema della sostenibilità determina la definizione di nuovi modelli di business aziendaliorienta strategie d’impresa e genera significativi impatti su tutti i comparti aziendali ad ogni livello: dal management, ai processi, alla cultura aziendale.

Cerved è Digital Star 2022/2023: tra le 350 aziende più digitali d’Italia

Cerved è una delle aziende più tecnologiche d’Italia secondo la terza edizione di “Digital Stars 2022/23”, il ranking con la maggior base di dati tra tutti gli studi sulla digitalizzazione aziendale in Italia.

Lo studio, redatto da L’Istituto Tedesco Qualità e Finanza ITQF e il suo Media Partner La Repubblica Affari&Finanza, rileva la risonanza del passaparola online di media, partner commerciali e dipendenti attraverso l’innovativa tecnologia del Social Listening Index.

La metodologia raccoglie frammenti di testi online in italiano attribuibili a 2.000 aziende. Il requisito? Contenere almeno un riferimento su tematiche tecnologiche, d’innovazione e di digitalizzazione.

Per comporre il ranking, sono state analizzate 438 milioni di fonti web tra social media, news, blog, forum e video, per un totale di 1,5 milioni di citazioni rilevate. I dati raccolti sono quindi stati valutati per tonalità e copertura per definire il Social Listening Index delle aziende partecipanti.

Cerved emerge tra le 350 aziende con maggior Social Listening Index d’Italia, entrando ufficialmente nel ranking di uno dei più importanti riconoscimenti alla capacità innovativa, digitale e imprenditoriale.

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